IL SOGNO: LA “VIARHÔNA” IN BICICLETTA

Da tempo riflettevo sul fatto che vi sono dei viaggi che sentiamo di dover fare. Non i soliti viaggi banali in terre lontane stile “pacchetti vacanza”. Ma quei viaggi di cui sentiamo un richiamo particolare e che a dispetto della fatica e degli inconvenienti, della scomodità e delle bizze del tempo, della paura di non farcela, sogniamo spesso, sicuri che prima o poi arriveremo alla meta.

Non è un fatto razionale. Per taluni si tratta di un’autentica spinta interiore. Una terra lontana ci chiama, un’avventura annunciata e appena percepita, con la promessa di qualcosa che neanche sappiamo. È qualcosa che dobbiamo a noi stessi, che è dentro di noi e per la quale siamo disposti a tutto.

Il sogno del viaggio

Così, una mattina, una mattina calda di inizio estate, ho preparato le mie cose e sono partito da casa in bicicletta e con lo zaino in spalla senza voltarmi indietro, per dare seguito a quella spinta interiore, a quel sogno di un viaggio che covavo dentro di me.

Sono sceso alla stazione di Lugano dove ho acquistato un biglietto di sola andata, insieme a un cappuccino e una brioche.

La mia meta stava a nord, un nord così perfettamente astronomico che sarebbe bastata la bussola a raggiungerlo. Un nord al centro, più precisamente il cuore delle alpi, alla sorgente del grande fiume Rodano.

Il mio sogno? Percorrere per intero la “ViaRhôna”, la famosa ciclabile che seguendo fedelmente il fiume ti porta dalla sorgente, sul passo della Furka, fino al mare, dalle parti di Arles in Camargue, nel sud della Francia.

Dal cuore della Svizzera, dunque, al Mediterraneo con nel mezzo circa 850 km a combustione lenta, tanta storia e natura, tante annunciate emozioni…

Tra natura e storia a fil di fiume

Diciamolo subito: la ciclabile del Rodano non è un percorso difficile, perché seguendo il corso di un fiume dalla sua sorgente fino al mare è per sua natura destinato a scendere leggermente.

Inoltre, una buona tratta in territorio francese, grosso modo da Valence fino al mare, beneficia del vento a favore, il famoso Mistral, che soffia da nord-ovest facilitando non poco il compito del ciclista, anche di quello che ama muoversi con le borse.

Certo, la distanza complessiva è notevole, ma in genere il percorso viene suddiviso in tappe dalla lunghezza variabile a dipendenza delle capacità di ciascuno. A questo proposito esistono numerose guide con vari consigli anche sul pernottamento.

Vale la pena comunque non avere fretta e gustarsi appieno questa ciclabile che è per la gran parte in sicurezza, ovvero su un tracciato indipendente e asfaltato, lontano dalla strade principali e quasi sempre a lato del fiume.   

È inoltre un percorso ricco di paesaggi straordinari e storie affascinanti. Dai panorami alpini fino al Mediterraneo, il Rodano, dapprima fiume giovane e poi sempre più maturo e imponente, è testimone di una storia millenaria che si è svolta e si è sviluppata sulle sue rive.

I politici e gli amministratori delle regioni attraversate ne sono del resto consapevoli, così come conoscono le potenzialità della “ViaRhôna” nell’ottica di una promozione turistica. “Un ciclista spende mediamente più di un automobilista”, ha detto ad esempio Nicolas Daragon, vice presidente del consiglio regionale dell’Alvernia-Rodano-Alpi, nonché sindaco di Valence. “Se l’automobilista, al suo passaggio, lascia circa 45 euro, il ciclista ne lascia 70 e quindi per noi rappresenta un tipo di turismo più interessante dal punto di vista economico”.

La strada che racconta storie

Noi continuiamo però a pedalare sulla nostra bicicletta, con la strada che si srotola sotto le ruote che corrono veloci e comincia a raccontarci storie di città, luoghi e persone…

E così scopri, lungo il percorso, un passato di grande bellezza e un presente tutto da conoscere: gli chalets dell’alto Vallese, il Lavaux patrimonio Unesco, il Lemano dalle forme perfette e l’acqua azzurra, l’elegante Ginevra, i piccoli villaggi come Seyssel nell’Alta Savoia, la splendida Lione, dove la Saona entra nel Rodano, e poi Avignone città dei Papi, e ancora la variopinta Arles, fin giù in Camargue di una Francia bruciata dal sole di queste giornate di inizio estate…

Perché sì, la bicicletta resta uno strumento di conoscenza alternativo e mezzo ideale per spostarsi, per rincorrere quel determinato viaggio, lungamente atteso che sentiamo di “dover fare”, malgrado le incertezze e le scomodità, le bizze del tempo e la paura di non farcela. Un viaggio che spesso e quasi per magia, diventa esso stesso sogno. Uno splendido sogno.

Fonte: ExtraSette, 27 settembre 2019

Maggiori info: www.viarhona.com

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L’a-ja resort Zürich, albergo ideale per sportivi e non

Cari sportivi e non solo, cercate un albergo su misura a Zurigo per un weekend di piacere o magari in vista della famosa maratona in agenda il prossimo 26 aprile 2020?

Io ne ho uno da consigliarvi ed è sicuramente l’a-ja Resort che si trova nel quartiere di Altstatten a 10 minuti di tram (e 5′ di treno) dalla stazione centrale.

Situato in un edificio dall’architettura futuristica molto particolare e suggestiva, è per numero di stanze il terzo albergo più grande di Zurigo. Fa parte di una catena alberghiera che ha altre strutture soprattutto in Germania.

L’albergo è un 4 stelle con tutti i comfort e, come detto, anche a misura di sportivo: in particolare le zone fitness e spa situate all’ultimo livello (la sauna è panoramica con grandi vetrate) sono un’attrattiva per chi vuole unire vacanze ad attività fisica e relax.

In questo senso l’albergo è ideale anche per chi viaggia per affari, ma non vuole perdere la tonicità muscolare. In più un ristorante di ottimo livello, il DELI Restaurant, permette di gustare prelibatezze di ogni sorta.

Come se non bastasse, annesso all’albergo si trova la Nivea House: qui è possibile farsi “coccolare” con dei massaggi a base della famosa crema idratante e protettiva, magari proprio dopo aver affrontato qualche sforzo fisico.

Da ultimo, ma non in ordine di importanza, i prezzi: assolutamente concorrenziali per ciascuna delle 318 camere doppie disponibili e tutte climatizzate. Insomma, un albergo di cui tenere conto per chi ha intenzione di passare qualche giorno nella splendida Città sulla Limmat.

Info: a-ja resort Zürich

Vedi anche: Zurigo Turismo

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Bilancio di una bella esperienza nella Città sulla Limmat

Allora, la mia missione in questo weekend appena trascorso (13/15 dicembre 2019), era chiara: dovevo dimostrare che a Zurigo è possibile “sudare” anche in inverno, oltretutto e possibilmente divertendosi.

Una missione che ho definito “speciale”, proprio perché per il sottoscritto si è trattato di qualcosa di davvero insolito, insomma un’esperienza nuova e assolutamente piena di fascino e interesse anche perché mi ha permesso di vivere una città che ho sempre amato in una dimensione diversa e più profonda, più vicina, forse, al suo stesso essere.

In due parole il mio compito su mandato di Zurigo Turismo era questo: vivere alcune esperienze tra sport, buona cucina e relax a Zurigo e riportarne le relative impressioni sui miei blog e i vari social (Fb, Twitter, Instagram, Linkedin). Cosa che tra l’altro ho fatto puntualmente con una discreta per non dire buona rispondenza (circa 10 mila i contatti/reazioni in tre giorni).

Quindi ho dormito ad esempio in alberghi a misura di sportivo come l’Aja Resort e il Placid Hotel Design & Lifestyle. Due alberghi quattro stelle, non centralissimi, ma certamente di alto livello. Soprattutto pensati per gente sportiva: dalla dotazione di infrastrutture alla cura dei pasti, come pure, importantissima, alla garanzia della tranquillità e della quiete.

Aspetti, questi, molto importanti per chi il giorno seguente deve partecipare a una competizione sportiva, come può essere ad esempio la Maratona di Zurigo che si terrà il prossimo mese di aprile.

Ma Zurigo è anche divertimento e relax. Quindi già la prima sera non ho resistito a un drink in cima alla Prime Tower nell’esclusivo Clouds dalla vista straordinaria sulla Città. Da andarci assolutamente, magari pernottando nel vicino ristorante (sempre con vista favolosa) dove tra l’altro opera uno chef stellato.

Poi ho fatto tante altre cose, tra cui ovviamente partecipare alla Silvesterlauf, un evento sportivo che ha attirato circa 20 mila persone nel centro Città in un ambiente unico e straordinario, pieno di buona energia. Una corsa di 8,5 km che ho concluso in 35’33’’ alla media di circa 4’10’’ al chilometro, quindi a un passo più che dignitoso considerata anche l’età…

UNA ZURIGO DA VISITARE E DA CONOSCERE

Insomma, tante cose per una bella esperienza complessiva, che ha acquisito ancora maggiore fascino per via del periodo natalizio dove tutto il centro era illuminato da luci di ogni sorta e i mercatini sono uno spettacolo già di per sé.

A un bel viaggio, si dice di solito, dovrebbe corrispondere un bel ricordo. Ed è stato proprio così.

Nel mio caso questo bel ricordo lo terrò ben custodito. Sono dell’avviso che il nostro Paese è davvero qualcosa di straordinario. La Svizzera è bella ovunque. Ma in più c’è questo: le differenze tra le varie regioni e tra le stesse Città, ci avete mai fatto caso? Differenze che sorprendono sempre.

Un fatto che è legato alla storia del nostro paese che fa sì che convivano culture diverse in spazi neanche troppo estesi. Anche se è vero che la globalizzazione ha un po’ appiattito queste peculiarità, che un tempo erano più accentuate…

Malgrado ciò la sensazione è quella di avere fatto una vacanza arricchente. Quel tipo di vacanze che danno soddisfazione, insegnano, fanno magari anche riflettere. Perché è vero che, come ha detto qualcuno, ciò che si attende da un viaggio è “il differente”. E Zurigo è differente, ma in positivo. Non penso solo all’organizzazione, alle infrastrutture, ai trasporti, alla bellezza del lago e del paesaggio.

Penso alla gente, a una certa spensieratezza e voglia di vivere che in altre parti si è un po’ spenta. Una positività che contagia subito il visitatore e che crea quella irrefrenabile e silente nostalgia di ritornarci, in questa città cosmopolita e pulsante di vita, appena possibile.

Leggi anche: Come sudare a Zurigo nel periodo di NataleLa magia del Natale in un weekend “sportivo” a Zurigo; Alfred Escher, padre e fondatore della Gotthardbahn; La Silvesterlauf, una festa per 21 mila partecipanti

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Alfred Escher padre e fondatore della Gotthardbahn

Zurigo è una città ricca di storie e non può che essere così vista l’importanza del suo passato. Quello che è interessante sapere è che molte di queste storie si intrecciano anche con il Ticino. Tante riguardano persone comuni come noi che in qualche modo o per qualche ragione hanno avuto a che fare con la Città sulla Limmat. Quanti, infatti, vi hanno lavorato o studiato? Non solo: i miei genitori, ad esempio, per una curiosa coincidenza si sono conosciuti proprio nella vecchia Halle della Stazione ferroviaria, poco prima di prendere un treno…

Storie comuni ma anche storie più importanti, come quella di Alfred Escher (1819-1882), il cui gigantesco monumento fa bella mostra di sé fuori dalla stazione centrale. Escher è considerato il padre della Gotthardbahn, è oggi un simbolo per Zurigo ma pensate è nel contempo anche cittadino onorario di Lugano! È stato un uomo di grande successo, attivo su tanti fronti, sebbene gli ultimi anni di vita non siano stati molto fortunati per lui. E ancora meno lo furono per la figlia Lydia, ai tempi, siamo alla fine dell’Ottocento, ritenuta la donna più ricca in Svizzera e che per una questione di cuore mise tragicamente fine ai suoi giorni… 

IL TRENO SFRECCIA VELOCE…

“Il treno sfreccia veloce dentro l’oscurità della valle. A dicembre la notte scende in fretta e in un attimo si passa dalla luce al buio più pesto. Si attraversano villaggi, poi ci si infila in qualche galleria per uscirne subito dopo. Non è mai noioso viaggiare in treno, neppure all’imbrunire. I paesaggi si rincorrono, si avvicinano, ruotano, si incrociano, poi si allontanano…

Mai poi, appunto, arriva la notte e il buio diventa tutto uguale. Ogni tanto le fioche luci tremolanti indicano la presenza di un villaggio con la chiesa illuminata e il bagliore dei prati innevati. Chi ci vive quassù, in mezzo alle montagne, nel freddo di questo inverno? Il treno continua la sua corsa e a poco a poco si inizia a sonnecchiare; a poco a poco il pensiero diventa sogno e segue il rollio ritmico del treno che ci trasporta e sembra di confondersi con l’ambiente.

Usciti dal tunnel di Alptransit la fermata di Zugo non è lontana. Qui l’ambiente si riaccende, sale parecchia gente sorridente e il vagone si ravviva. Salgono famiglie intere, gente anziana, gruppi di ragazze e ragazzi che ridono e scherzano fra loro, tutti diretti verso la grande Città e il suo clima di Natale. 

L’ARRIVO ALLA STAZIONE DI ZURIGO

Quando arrivi a Zurigo la folla dentro il treno è in visibilio e in un attimo ti ritrovi catapultato sui binari che sembrano il set di un film hollywoodiano. Gente che corre, gente che si saluta… Tutto splende, sembra di essere in un film di Woody Allen.

Un bimbo piccolo guarda meravigliato il grande Swarovski, l’albero di Natale della stazione di Zurigo, alto ben 15 metri. I suoi occhi sono pieni di meraviglia come quelli della madre che lo tiene per mano e come lui guarda verso l’alto di questa meraviglia natalizia. La gente corre, i treni non aspettano, l’ultimo regalo, forse, neppure…

Oggi per fare la tratta Lugano-Zurigo si impiegano poco più di due ore. Le due città sono legate da tante storie, pensiamo solo ai giovani che studiano all’Università o al Politecnico, tra i più rinomati al mondo. Usciamo e come per l’albero di Natale vediamo gente che guarda all’insù, questa volta però verso la grande statua dedicata ad Alfred Escher, il padre della Gotthardbahn. L’ombra della sua imponente figura si riflette sulla monumentale parete della Stazione intrecciandosi, in uno spettacolare quanto suggestivo gioco di combinazioni, con i fili elettrici dei tram cittadini.

ALFRED ESCHER, PADRE DELLA GOTTHARDBAHN

Escher è stato uno degli uomini più influenti della seconda metà dell’Ottocento, attivo in molti campi della politica come dell’economia. Oltre ad aver promosso la Gotthardbahn, fu il fondatore del Credito Svizzero. Nel corso della sua vita ha ottenuto molti riconoscimenti e tra questi – in molti saranno ora sorpresi nel saperlo – pure quello di cittadino onorario della Città di Lugano!

Viveva nella sontuosa Villa Belvoir a Enge, dove visse anche gli ultimi anni della sua esistenza che non furono sempre facili. A causa del cattivo stato di salute, ad esempio, non poté partecipare all’inaugurazione della galleria ferroviaria del Gottardo nel 1882 di cui fu, appunto, il principale promotore. Morì di lì a poco.

La sua figura è legata anche alle vicende della figlia Lydia che ereditando il patrimonio del padre divenne la donna più ricca della Svizzera di quell’epoca. Il suo matrimonio con il figlio del Consigliere federale Friedrich Emil Welti finì tragicamente. L’idillio che la vide al fianco dell’artista Karl Stauffer fu di breve durata: Stauffer morì di una dose eccessiva di clorato e Lydia Welti-Escher aprì il rubinetto del gas il 12 dicembre 1891 nella sua casa di Champel presso Ginevra. Aveva solo 33 anni.

LA FONDAZIONE GOTTFRIED KELLER

Prima di morire, Welti-Escher destinò i milioni di franchi ereditati dal padre alla fondazione Gottfried Keller, che aveva istituito e il cui scopo consisteva nell’acquisizione di opere d’arte e che oggi è sotto la tutela della Confederazione.

Un soffio di vento spaventa un piccione appollaiato sulla mano rigida della statua di Escher e spicca il volo verso l’alto, tra le nebbie della sera e i colori delle luci variopinte di Natale. L’ambiente è magico e la voglia di vivere la città, seguendo l’onda del profumo di vin brulé e dei suoi affollati mercatini ti conquista subito, irresistibile come una Musa delle divinità greche”.

Testo: copyright N. Pfund

Leggi anche: Come sudare a Zurigo nel periodo di Natale; La magia del Natale in un weekend “sportivo” a Zurigo

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La magia del Natale in un weekend “sportivo” a Zurigo

ZURIGO TRA MERCATINI E SILVESTERLAUF

Allora ve ne avevo già accennato. Tra poco più di una settimana sarò a Zurigo per vivere un weekend speciale. Invitato da Zurigo Turismo, dovrò “testare” la città nelle sue offerte natalizie, ma anche in veste di sportivo…

E di questo, renderne conto attraverso i miei ‘social’ (e blog). Sarò quindi coinvolto in molte attività: cene e pranzi in ristoranti a misura di sportivo, alberghi a misura di sportivo, massaggi vari e altre attività sempre… a misura di sportivo.

Dovrò mangiare in Ristoranti in cui la qualità del cibo è prioritaria su tutto il resto, dormire in alberghi che offrono spazi appositamente studiati per una clientela sportiva…

Poi, naturalmente, mi toccherà anche sudare un po’: partecipando alla celebre Silvesterlauf di domenica, ad esempio, oppure facendo la sauna alla Badi Enge con tuffo nel lago.

Nel primo caso dovrei più o meno essere pronto, nel secondo spero di… sopravvivere alle gelide acque del lago di Zurigo.

Insomma, che dire? Sono curioso di vivere questa esperienza che si prospetta molto particolare. Il turismo sportivo è un segmento importante a Zurigo, così come lo è divenuto, sempre di più in questi ultimi anni, in ogni grande città.

Ma la città sulla Limmat, qui, mi sembra davvero un passo avanti rispetto agli altri. Chi ci vuole andare per partecipare ad un evento sportivo, ha la possibilità di beneficiare di un contesto favorevolissimo. E questo non solo a Natale ma sull’arco di tutto l’anno.

Sarà allora l’occasione per stupirsi, ma certamente anche quella per imparare qualcosa di nuovo…

I MERCATINI DI NATALE

Durante il periodo dell’Avvento l’intera città è pervasa da una calda luce, ovunque aleggiano i profumi della cannella e del vin brûlé, la brezza diffonde le melodie dei concerti natalizi lungo il fiume Limmat.

Nei tradizionali Mercatini di Natale e nei negozi zurighesi, abitanti del posto e visitatori traggono ispirazione per i propri regali e si deliziano con prelibatezze culinarie. Gli spettacoli circensi e la Magia del Capodanno, con i leggendari fuochi d’artificio dell’Associazione albergatori zurighesi, sono tra gli eventi più attesi del periodo.

Le luminarie della Bahnhofstrasse, lo shopping serale e le aperture domenicali completano la già ricchissima offerta zurighese per le feste natalizie.
A Zurigo ci sono diversi Mercatini di Natale. C’è quello nella Stazione Centrale, lo Zürcher Christkindlimarkt, che con 150 chalet e il gigantesco albero di Natale alto 15 metri e decorato con più di 7’000 gioielli Swarovski è uno dei mercatini al coperto più grandi d’Europa.

Il più antico di Zurigo si trova nel centro storico nel quartiere di Niederdorf, tra Hirschenplatz e Rosenhof: qui artigiani da tutto il mondo mettono in vendita i loro manufatti. E i negozianti offrono cioccolatini ai passanti appendendoli a piccoli alberelli di Natale posti accanto agli ingressi.

A pochi passi dalla Bahnhofstrasse, la via dello shopping zurighese griffato, c’è il mercatino sulla Werdmühleplatz con solo 10 casette ma con l’originale e suggestivo Singing Christmas Tree: ogni giorno dalle 17h30 alle 18h30 i bambini di Zurigo si esibiscono con un repertorio di canti natalizi.

Nella cornice del Teatro dell’Opera e a due passi dal Lago di Zurigo, sulla Sechseläutenplatz ha luogo uno dei mercatini di Natale più grandi di Zurigo, il “Wienachtsdorf” che tradotto significa il villaggio natalizio. Lì, divertimento assicurato sia per grandi che piccini grazie alla pista di pattinaggio.

Fonte: Svizzera Turismo

Leggi anche: Come “sudare” a Zurigo nel periodo di Natale

Photo: copyright Zurigo Turismo

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Come “sudare” a Zurigo nel periodo di Natale

NATALE A ZURIGO

Allora, la (bella) novità è questa. Nel weekend dal 13 al 15 dicembre sarò in missione speciale a Zurigo. Per cosa? Per parlarvi della magia di questa splendida città durante i famosi mercatini di Natale (belli davvero, su questo non c’è dubbio!). Certo parlarne in una forma e in un coinvolgimento un po’… particolare di cui vi dirò tra poco.

Zurigo, ormai lo sappiamo, è una delle città più belle e coinvolgenti, non solo della Svizzera, ma di tutta Europa. Ogni volta che ci vado, non so perché, mi riempio di buona energia e di ottimismo; quell’energia che forse un po’ è venuta a mancare dalle nostre parti, ed è un vero peccato. Quindi andarci con un occhio attento può essere utile, per capire quali sono gli ingredienti giusti e magari per… rubare qualche segreto da applicare anche da noi.

E uno di questi “segreti”, lasciatemelo dire subito, oltre alla capacità di vivere, è l’altissima sensibilità sportiva degli zurighesi:  nella città sono davvero numerosi gli eventi nel corso dell’anno, soprattutto riguardanti gli sport di resistenza. E uno di questi si celebrerà proprio nel weekend in cui sarò nella città sulla Limmat, ovvero la celebre “Silvesterlauf” con migliaia di partecipanti.

L’INVITO DI ZURIGO TURISMO

Ma veniamo al… dunque. L’invito mi è arrivato da Zurigo Turismo: cercavano uno sportivo disposto a parlarne sui suoi blog. Ovvio, come sportivo di resistenza la mia missione sarà particolare e… su misura: infatti il “motto” di tutto questo sarà… “come sudare a Zurigo nel periodo Natalizio”. Quindi mi toccherà giocoforza fare tutta una serie di attività, girare tutti i mercatini e – pensate – frequentare i migliori ritrovi della Città, come il Bar Clouds sulla Prime Tower (il nuovo e spettacolare grattacielo della città dove si accede però solo in giacca e cravatta), oltre che allo  Sprüngli sulla Bahnhofstrasse, dove dovrei invece assaggiare le famose torte di cioccolato. Che sacrificio, che tortura!

SFIDE SPORTIVE, MA NON SOLO…

Vi dirò se ne vale la pena, ma penso già di conoscere la risposta. Scherzi a parte durante questo weekend dovrò effettivamente “sudare” e sudare forte con tre attività particolari. La prima sarà al Freitag, famosissimo marchio di moda, dove dovrò costruire una delle celebri borse partendo dal nulla o quasi: e visto che nei lavori di ritaglio e di cucitura sono particolarmente imbranato, prevedo qui di sudare davvero moltissimo, ma in questa circostanza sarò aiutato (per mia fortuna!) da mia figlia.

Poi mi toccherà ovviamente partecipare domenica alla famosissima “Silvesterlauf” (8 km e 550 metri di saliscendi) e sarò uno dei ventimila del biscione variopinto che correranno nelle vie storiche della città, ma per questo sono contento, ci mancherebbe! Infine mi toccherà ancora “sudare”, e qui sudare davvero forte, nella sauna alla Badi Enge dove è previsto anche il tuffo nel lago, mi dicono che adesso è appena sopra lo zero, spero quindi di sopravvivere allo shock termico, vista anche l’età…

MA AL TERMINE MI ASPETTA UNA BELLA… FONDUE

Insomma, belle sfide, bel sacrificio! Vabbè, comunque al termine mi aspetta una fondue di quelle toste in uno dei tanti locali della vecchia città, con il vino bianco delle colline zurighesi, suderò anche qui, ma certamente con il sorriso. Sarò accompagnato da alcune persone e certamente da ticinesi che saranno al via della Silvesterlauf.

Ecco, per farla breve, di tutto questo, per cui certamente ci sarà molto da ridere e divertirsi, vi darò testimonianza attraverso facebook e gli altri ‘social’ fra un mesetto circa. Tenetevi pronti e seguitemi! Stay Tuned!

Vedi anche: Zurigo Turismo; Silvesterlauf

Photo: copyright Zurigo Turismo

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La “ViaRhôna” in bicicletta, oggi su “ExtraSette”

Sul numero di oggi di “ExtraSette” (supplemento del “Corriere del Ticino”) trovate il racconto di questa avventura a due ruote che durante l’estate mi ha portato dal ghiacciaio sulla Furka fino alla Plage de Napoléon: quasi 900 km seguendo il fiume Rodano dalla sua sorgente al Mediterraneo. Buona lettura e buon we!

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Mont Ventoux, “dio del male”, oggi su “ExtraSette”

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“La ciclabile del lago di Costanza”, su “ExtraSette”

LA CICLABILE DEL LAGO DI COSTANZA

Oggi su “ExtraSette” (supplemento del “Corriere del Ticino”) trovate la mia descrizione della ciclabile del Lago di Costanza, un viaggio a due ruote che ho compiuto questa estate e che consiglio davvero a tutti perché bellissima oltre che alla portata di ognuno. Buona lettura!

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La “Via Rhôna” in bicicletta – Prologo dalla sorgente

LA “VIA RHÔNA” IN BICICLETTA – PROLOGO DALLA SORGENTE DEL RODANO, ALLA RICERCA DEL… PRIMO ZAMPILLO

Cammino incerto sul piccolo sentiero, come se portassi dei tacchi a spillo. Le scarpette da bici non sono adatte a spostarsi sulla terra ferma. Immaginiamoci su un sentiero sconnesso come questo. Voglio però raggiungere la sorgente del Rodano. Il riverbero del ghiacciaio mi colpisce di tanto in tanto gli occhi costringendomi a chiuderli e rendendomi ancora più difficile lo spostamento. Mi vedo un po’ ridicolo camminare in questo modo. Sorrido tre me di questa situazione, pensando anche a quanto mi è capitato ieri in albergo, ad Andermatt, dove ho dormito.

È la commovente storia di Olga, cameriera sulla sessantina dalle taglie forti, ma dai modi gentili. È stata lei a servirmi la cena ieri sera. Nell’albergo non c’era tanta gente, e così abbiamo scambiato due parole che sono presto diventate molte di più, perché praticamente mi ha raccontato tutta la sua vita. Dell’infanzia alla morte del marito durante la guerra fino al arrivo qui in Svizzera, dove da ormai vent’anni lavora come cameriera. Ha girato mezza Svizzera, ma soprattutto il Vallese (è stata anche a Zermatt) e da due anni è qui ad Andermatt, dove dice di trovarsi bene. Nel suo sguardo malinconico, al momento del saluto, leggo le tracce di un’esistenza non sempre facile.

Essere ciclisti solitari con un sogno da realizzare comporta sempre, a livello di comunicativa con gli altri, degli insoliti vantaggi: tra questi il fatto che la gente ti si avvicina con facilità, aprendosi in modo a volte sorprendente. Forse perché al ciclista solitario, che si vedrà per un attimo soltanto e poi si dissolverà nel proseguo del suo viaggio, si vuole consegnare un messaggio da portare al mondo, come la bottiglia che si butta in mare, sperando che la propria storia, anche se semplice e umile, possa essere ricordata degnamente, come tutte le altre, nel grande e universale libro della memoria.

Già, il mio sogno nel cuore: come vi ho detto è quello di percorrere da cima a fondo nei prossimi dieci giorni, quindi lungo circa 850 chilometri, tutto il fiume Rodano, dalle Alpi svizzere al Mediterraneo! Dico subito: non so se riuscirò a ripercorrere tutto quanto l’itinerario come ho già fatto qualche anno fa. Dipenderà da alcune circostanze, di cui magari vi dirò, insomma da certi impegni che forse mi obbligheranno a rientrare prima. Comunque, fino alla magica città di Lione ci voglio arrivare. Costi quel che costi. E non si pensi che sia poco perché saranno oltre 500 chilometri di viaggio a cui devo prevedere di aggiungerne sicuramente altri per il ritorno….

Un sogno che inizia per forza di cose qui, alla sorgente del Rodano che adesso con passo incerto, sempre per via delle scarpette da ciclista, sto cercando di raggiungere, almeno per vedere d lontano, se riesco anche per fotografare. Ripenso ancora a Olga dalle taglie forti e dal sorriso semplice e gentile, a queste vite a volte non facili, mentre guardo verso valle e il vertiginoso percorso della strada che si srotola verso il basso come un filo di lana.

Tra poco mi lancerò anch’io verso il fondovalle sulla mia bicicletta, come se spiccassi il volo da un trampolino. È del resto la fortuna, non trascurabile, di chi sceglie di seguire un fiume, che per immutabili ed eterne leggi fisiche è destinato a scorrere sempre in discesa…

A presto!

La Via Rhôna

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