Che bello, il mio sito funziona!

Un sito che funziona!

Aprire il tuo sito personale e ritrovarsi dopo un solo mese (il primo) già con questi numeri relativi alle visite (fornite da Google Analytics, vedi sotto): 1000 utenti unici (999 per la precisione), 2279 sessioni, 12314 visualizzazioni, e ben 27 paesi coinvolti! Utenti dalla Svizzera e dall’Europa soprattutto, gli altri provenienti un po’ da tutto il mondo. So che in genere sono numeri destinati a crescere, come è stato per il mio blog (sempre attivo e aggiornato) Triathlon, che passione, che “viaggia” ormai attorno alle mille visualizzazioni al giorno, anche se non pubblico con regolarità. Devo essere sincero, non me l’aspettavo. Che bello, però! Perché per lo meno so che quando pubblico qualcosa non è uno… sforzo inutile. GRAZIE!

PS 1: ma alla fine cosa piacerà alla gente? Il fatto che parlo di cose belle, probabilmente, sport, benessere, triathlon, corsa… boh

PS 2: date un’occhiata al sito e vedete un po’ gli argomenti che tratto; se avete qualcosa di bello e interessante da raccontare fatevi aventi, un’intervista è sempre possibile!

Leggi

La soddisfazione del lavoro ben fatto

La soddisfazione per il lavoro ben fatto

Ammettiamolo. Fa piacere essere informati già al mattino di buon’ora, tramite un tweet (oggi i social media ti tengono aggiornato quasi in tempo reale), che l’articolo che hai preparato per il quotidiano con cui collabori (ormai da un ventennio…) è stato apprezzato. A me è capitato proprio stamane. C’è sempre una certa attesa, da parte di chi scrive, come nel mio caso, in qualità di collaboratore esterno (quindi non attivo direttamente in redazione), su come il “pezzo” verrà trattato e pubblicato.

Non sempre si può chiedere di apparire “in apertura” di pagina, di coprire grandi spazi, perché gli eventi sportivi sono molti, sia a livello nazionale che internazionale e locale. Molti, questo aspetto, non lo capiscono e non lo vedono, magari lamentandosi con le redazioni perché una notizia che stava a cuore non è stata pubblicata o non ha avuto il risalto sperato. Devo però dire che nel mio caso ho spesso la soddisfazione di vedere i miei articoli in bella evidenza, come è successo oggi per il “lancio” della StraLugano 2017.

La soddisfazione, in questi casi, è doppia. Anzi tripla. Per me senz’altro, per lo meno per il lavoro che c’è stato e che non è sempre evidente, ma soprattutto per i partecipanti e gli organizzatori della StraLugano, nonché per la brava atleta raffigurata sulla foto, stavolta davvero in grande formato (ma lo merita!). Credo che tutto ciò si possa riassumere in una frase e cioè: “soddisfazione per il lavoro ben fatto”. Non solo da parte mia, come estensore dell’articolo, ma appunto anche da parte degli organizzatori e dei partecipanti medesimi che meritano di essere citati per quello che hanno fatto o faranno.

Devo infine ringraziare la redazione sportiva del “Corriere del Ticino” con la quale collaboro, come detto, da ormai diversi anni. Soprattutto con alcuni giornalisti, quelli più vicini all’area di interesse dei miei articoli, ho instaurato un rapporto che senza difficoltà definirei di bella amicizia. Un rapporto vero, autentico. Sportivo, appunto! Con alcuni di loro ho vissuto un’esperienza di vita che ricorderò sempre. Perché lo sport è così: ti regala sempre emozioni uniche che diventano ancora più belle se si possono condividere con gli altri, ad esempio pubblicandole in un articolo di giornale!

Nelle foto: Il mio contributo sul “Corriere del Ticino” di oggi alla StraLugano 2017 (sopra). Sotto la pagina facebook ufficiale della StarLugano con l’immagine che riprende l’articolo.

Leggi

Chi sono i favoriti alla StraLugano?

Chi sono i favoriti alla StraLugano?

Cade il velo sui nomi degli atleti élite della StraLugano edizione 2017. Un cast di primissimo piano che potrebbe riproporre i fuochi d’artificio del 2016, quando ben 9 atleti hanno chiuso sotto i 63 minuti, con i primi due addirittura sotto i 61, facendo della StraLugano la più veloce mezza maratona mai disputata su territorio elvetico.

Tra i sicuri protagonisti ci saranno i vincitori della passata edizione che saranno quindi chiamati a difendere il loro titolo: il keniano Cosmas Jairus Kipchoge e la diciannovenne etiope Muliyne Dekobo Haylemaryiam, che ha fissato il proprio personale sulla “mezza” a 1h09’10’’ in occasione della Roma-Ostia 2017.

Sono circa una trentina i top runner presenti domenica alla StraLugano nella mezza maratona. Tra questi una dozzina sono kenioti. Come dire che lo spettacolo è davvero assicurato. Kipchoge parte si con i favori del pronostico, ma dovrà guardarsi almeno da due suoi connazionali: uno è Rodgers Maiyo che vanta un “personal best” di 1h01’54’’ e l’altro risponde al nome di Paul Kariuki Mwangi che ha già corso la “mezza” in 1h01’25’’.

Prestigioso anche il “parterre” al femminile (come probabilmente mai lo è stato prima alla StraLugano): oltre alla Dekebo, che sembra avere una marcia in più rispetto alle altre, c’è un gruppo di atlete con prestazioni molto vicine: le keniane Liavoga, Wangari e Wanjiku, l’etiope Bekele, ma anche le italiane Emma Quaglia (nella foto in alto, ha un passato sportivo molto prestigioso) e Sara Dossena. Quest’ultima, che si definisce “triatleta con la corsa nel sangue” vanta un personale nella “mezza” di 1h11’54’’ e si è imposta due settimane fa nei campionati italiani sui 10 mila metri.

In campo ticinese tra gli uomini spicca per il momento il nome di Enrico Cavadini. Classe 1968, il bellinzonese è già risultato il migliore degli atleti nostrani in edizioni passate della StraLugano, quando ancora prevedeva il tracciato di 30 km attorno al Monte San Salvatore. Ma le nostre attenzioni saranno rivolte soprattutto verso la luganese Evelyne Dietschi (foto sotto), già migliore svizzera al traguardo lo scorso anno con un “crono” di 1h16’52’’.

ELENCO ISCRITTI

Fonte: Triathlon, che passione!

Leggi anche: La StraLugano verso un record di iscritti 

Leggi

La StraLugano verso un record di iscritti

La StraLugano si ripropone agli appassionati della corsa a piedi offrendo, questo weekend, un ricco “menu” fatto di agonismo, sano divertimento e tanta solidarietà. Un evento sportivo giunto alla 12ma edizione e che è cresciuto di anno in anno divenendo tra i maggiori non solo a Lugano e in Ticino, ma a livello nazionale. “La StraLugano – ha detto il sindaco Marco Borradori, in occasione della conferenza stampa di presentazione tenuta la scorsa settimana a Palazzo Civico – sta diventando sempre più importante per la Città, una “classica” dove ci si diverte, ci si mette in gioco e in più dove c’è quella sana voglia di stare insieme”.

Promozione del territorio

Un giudizio al quale fa eco quello di Roberto Badaracco, responsabile del dicastero sport della Città, da sempre partner fondamentale della manifestazione. “La StraLugano è un punto fermo per noi, un evento in cui si sposano alla perfezione l’aspetto sportivo, quello conviviale e la promozione dello splendido territorio e della plaga luganese”.

Verso un nuovo record?

“Sono già oltre 4 mila gli atleti iscritti, un numero superiore allo stesso periodo dello scorso anno”, ha precisato con soddisfazione Vanni Merzari presidente del CO. È quindi possibile che venga nuovamente superato il record di presenze che nel 2016 furono 5.260 (contro le 4.190 del 2015). Numerosi come sempre gli atleti che giungeranno dall’Italia e da altri paesi esteri (ben 28 al momento le nazioni rappresentate).

Viaggio gratuito con le FFS

“Tra le novità di quest’anno – ha inoltre precisato Merzari – c’è l’accordo con le FFS che consente a tutti i partecipanti di usufruire gratuitamente del viaggio in treno da ogni località della Svizzera. Un’offerta che già ora ci ha permesso di raddoppiare il numero di partecipanti provenienti da oltre Gottardo. E possiamo già annunciare la grande (e bella) novità del prossimo anno, ovvero che la StraLugano varrà per l’assegnazione dei titoli svizzeri di mezza maratona”.

Le gare e i percorsi

I percorsi sono confermati e saranno completamente “cittadini”. Quattro le gare principali in programma: la Half Marathon (e staffetta), mezza maratona di 21, 097 km e la 10 km CityRun che si svolgeranno domenica con partenza alle 10 (dopo l’inno svizzero), rispettivamente le 13. Gli atleti scatteranno dal lungolago per raggiungere la zona dell’Università e in seguito Cassarate e il Ponte del Diavolo. Da qui rientro toccando il Parco Ciani fino a Paradiso e di nuovo verso il centro lungo Via Nassa fino al traguardo. Un giro per chi affronta i 10 km, due per la “mezza”. Il sabato ci saranno invece, su un percorso abbreviato, le prove dei KidsRun (ore 19) e la 5 km Run4Charity (21).

Un cast d’eccezione

Attesi anche quest’anno diversi atleti di caratura internazionale. Saranno presenti i vincitori dell’edizione 2016, ovvero il keniota Cosmas Kipchoge e, tra le donne, l’etiope Mulye Haylemariyam. “Questi atleti saranno confrontati con un cast d’eccezione – ha detto Maurizio Lorenzini, responsabile degli atleti élite – comprendente, tra le donne, anche la giovane Evelyne Dietschi, un grande talento del podismo ticinese che mira ad abbassare il proprio record dello scorso anno”.

La solidarietà

Come da tradizione, accanto alle diverse competizioni è stato allestito un programma di beneficenza (Charity Program) allo scopo di raccogliere fondi per dieci associazioni della regione. Lo si potrà fare in tutte le gare e in particolare nella staffetta, nella 5km Run4Charity di sabato e nella Half Marathon, dove acquistando un pettorale speciale del valore di 150 franchi ci sarà la possibilità di partire nella batteria dei “top runner”. Info: www.stralugano.ch

Leggi

Correre con la mente libera

Correre con la mente libera

I keniani. Le famose gazzelle degli altipiani africani. Nella corsa a piedi sono loro a dominare la scena. Da sempre. Uno spettacolo vederli, con quel passo leggero ma estremamente efficace. Da anni ho la possibilità di osservare da vicino, anzi vicinissimo, questi campioni della corsa a piedi in occasione della StraLugano. Li seguo a tre metri di distanza con la mia bicicletta con il compito di fare gli aggiornamenti in diretta sulla gara. Ho calcolato che in questi anni ho “pedalato” alle loro spalle per circa 300 chilometri…

Devo dire che la prima impressione nell’osservare questi atleti è quella che non facciano fatica. Corrono agili e veloci, non li si sente quasi ansimare. Il solo “rumore” che si avverte è quello delle scarpette che battono a ritmo sull’asfalto. Solo negli ultimi chilometri, quando l’andatura aumenta e il traguardo si avvicina, è possibile avvertire qualche segnale di fatica. Insomma, gente che davvero sembra essere nata per correre…

In molti si sono chiesti i motivi per cui i keniani e gli etiopi dominano la scena nelle corse di resistenza. In alcuni casi essi sono stati individuati nella loro struttura corporea che li predispone a questo gesto fisico. Ultimamente, però, si è indagato anche sul loro approccio mentale. Scoprendo che è ben diverso da quello di noi occidentali.

La scoperta viene da uno studio condotto recentemente da un’équipe di ricercatori inglesi. I quali hanno evidenziato come questi corridori, a differenza di noi occidentali, riescono a correre con la mente più libera. In altre parole, nel momento in cui corrono, eliminano ogni pensiero disturbante (e negativo) per concentrarsi sulle sensazioni che il corpo trasmette.

Questo atteggiamento mentale, che per i corridori della Rift Valley è assolutamente naturale, consente di essere più efficaci nella corsa a piedi. Secondo l’équipe di ricercatori, correre senza pensieri toglie sia l’ansia di prestazione che i condizionamenti negativi, riducendo anche il senso della fatica.

Queste scoperte mettono forse in crisi un approccio alla corsa, in particolare quando avviene con una mente “carica” di… negatività; ma anche quando la corsa è impostata eccessivamente con il cronometro e il cardiofrequenzimetro, come è abitudine di molti atleti “occidentali”.  Avendo la mente costantemente attenta e preoccupata ai dati che ci trasmette il piccolo computer portatile non riusciamo forse a correre in maniera spontanea, ascoltando cioè i segnali che ci trasmette il nostro corpo.

Cosa fare dunque? Devo essere sincero. Per quel che mi riguarda non uso da anni il cardiofrequenzimetro e se ho il cronometro al polso è solo per un uso specifico, ad esempio nelle ripetute. Anch’io ho imparato ad ascoltare il corpo, a leggere i segnali che mi trasmette. Cercando di adeguarmi ad essi, ad esempio diminuendo il ritmo e l’intensità se sono stanco e se in un determinato momento mi rendo conto che il mio corpo non è predisposto per ritmi troppo sostenuti.

Leggi

Carola e Giacomo, due vittorie splendide!

È stato un weekend ricco di soddisfazioni, quello appena trascorso, per il triathlon ticinese. In particolare grazie a Carola Fiori-Balestra e Giacomo Trabattoni che all’Ironman 70.3 Mallorca hanno trionfato nelle rispettive classi d’età. Ma non solo. Dal Grand Prix di Berna disputato sabato (33 mila partecipanti complessivi!) ci è giunta notizia di una nuova vittoria di Bruno Invernizzi e dalla Germania, in occasione di un’altra gara di triathlon riservata ai quadri nazionali, la giovane promessa Sasha Caterina è giunto quarto mettendosi nuovamente in bella evidenza malgrado la giovane età.

Si tratta di risultati che fanno molto piacere e che confermano come il triathlon in Ticino sia una disciplina che regala davvero tante soddisfazioni. Per chi, come il sottoscritto, frequenta l’ambiente ormai da  più di un trentennio i ricordi sono davvero numerosi e belli. Pensiamo solo al recente passato e alle incredibili imprese proprio di Bruno Invernizzi (Campione del mondo e Campione d’Europa di categoria) o di Nicolas Beyeler, più volte sul podio in gare del circuito mondiale, ma soprattutto autore di quel favoloso quinto posto assoluto all’Ironman France del 2013 che resterà a lungo nella storia della disciplina. Ricordi che però, sembrano perdersi e sbiadirsi un po’ con il tempo, mancando una forza che ne rinnovi l’importanza.

Devo riconoscere di essere stato fortunato. Come appassionato di triathlon ho avuto delle belle soddisfazioni, prima praticando, poi vivendo un periodo d’oro non solo in Ticino ma soprattutto a livello svizzero. In poco più di vent’anni ho avuto la fortuna di seguire da vicino come giornalista sportivo le prestazioni di Natasha Badmann (6 volte vincitrice alle Hawaii), Brigitte McMahon (campionessa olimpica a Sydney e sempre presente al Triathlon di Locarno), Magali Messmer (bronzo a Sydney e autrice della prefazione del mio libro sul triathlon), Nicola Spirig che ho intervistato dedicandole quasi un’intera pagina sul “Corriere” in occasione della sua venuta in Ticino sempre per il Triathlon di Locarno nel 2013. Da ultimo Daniela Ryf, che si è affermata negli ultimi due anni come la più forte triathleta sulle lunghe distanze e che da diversi anni incontro regolarmente a Rapperswil e a Zurigo.       

Tornando al Ticino, fa specie pensare come questo piccolo fazzoletto di terra che conta circa 350 mila abitanti (più o meno un quartiere di Milano) sia riuscito e riesca tuttora a proporre degli atleti così bravi e di livello. Credo, e questo l’ho già detto in altre occasioni, che si tratta di un “unicum” a livello europeo e forse non solo. Certo, in Ticino ci sono delle condizioni ottime per allenarsi nella triplice disciplina. Le infrastrutture non mancano, in bicicletta c’è una varietà impressionante di percorsi. Nella corsa, c’è una tradizione piuttosto importante e consolidata. Il triathlon, poi, è motore e ispiratore di tutto il “movimento” legato al benessere e all’attività fisica che si è sviluppato enormemente in questi ultimi anni.  

Tutte cose da non dimenticare. Resta un solo appunto negativo e riguarda la scarsa attenzione verso il triathlon da parte delle istituzioni e dei media ticinesi. Il triathlon gode inspiegabilmente di scarsissima visibilità, e non parlo solo di quello ticinese, ma anche nazionale. Personaggi conosciuti ormai mondialmente come Nicola Spirig o Daniela Ryf, famosissimi nella Svizzera di area tedesca e in tutta Europa, sono praticamente sconosciuti in Ticino, perché ignorati dai media e dalla TV. Ma anche bravi triathleti “amatoriali” che si mettono in evidenza in prove internazionali di alto livello, come appunto è il caso degli atleti citati in questo articolo, non beneficiano della giusta copertura mediatica. È un paradosso evidente che ho sottolineato più volte. Una lacuna che in una certa misura tocca anche altri sport di resistenza e di cui sinceramente – qui davvero no! – non si può essere né contenti, né orgogliosi.

Foto: Carla Fiori-Balestra e Giacomo Trabattoni immortalati dall’obiettivo di Dani Fiori

Fonte: Triathlon, che passione!

Leggi anche: Ironman 70.3 Mallorca a McNamee

Leggi

Sara Dossena alla StraLugano!

C’è un indubbio motivo di interesse per la StraLugano di quest’anno. Anche e soprattutto per gli appassionati di triathlon. Un interesse che deriva dalla presenza sulle rive del Ceresio della forte triathleta italiana Sara Dossena che gareggerà domenica nella mezza maratona.

Sara Dossena vanta un’importante carriera nell’atletica dove ha vestito a più riprese la maglia della nazionale italiana. I suoi anni migliori sono stati quelli dal 2005 al 2007, dove ha inanellato parecchi risultati prestigiosi, fino a che non ha dovuto diminuire i carichi a causa di una serie di infortuni.

Il suo passaggio al triathlon è avvenuto, come sovente capita, proprio in questi momenti di pausa forzata dalla corsa a piedi. Per mantenere alto il livello aerobico ha iniziato con il nuoto e la bicicletta. Ma presto la combinazione dei tre sport è diventata per lei una vera passione. Da qui la decisione di abbracciare il triathlon. Una scelta azzeccata che l’ha portata, in breve tempo, a ritagliarsi uno spazio tra le migliori interpreti della disciplina a livello mondiale.

Tra i suoi risultati più importanti spicca un terzo posto in una gara di World Triathlon e tanti piazzamenti, come pure diversi podi sulla distanza delle “Challenge”, ultimo fra tutti quello di Rimini di inizio maggio. Ma anche nella corsa è tornata ad esprimersi ad altissimi livelli, vivendo una sorta di seconda gioventù.

Questo proprio di recente dove ha stabilito, uno dopo l’altro, ben due record personali: a Genova il 9 aprile ha corso la mezza maratona in 1h11’54’’, mentre a Roma solo una settimana fa ha vinto i campionati italiani dei 10 mila metri chiudendo in 33’11’’.

Risultati di grande valore che la collocano non solo tra le migliori atlete in campo podistico, ma anche e certamente in una posizione di riguardo nel contesto del triathlon d’élite internazionale. Motivo per cui a Lugano domenica c’è grande attesa per un suo nuovo straordinario risultato, che potrebbe essere proprio un ritocco del suo limite nella “mezza”, grazie all’agguerrita concorrenza e al percorso molto veloce della StraLugano.

ELENCO ISCRITTI

Foto: www.saradossena.it

Fonte: Triathlon, che passione!

Leggi

“Rolling Start” anche all’IM 70.3 Rapperswil!

Sull’esempio di quanto avviene da un paio di edizioni all’Ironman di Zurigo e in altre prove del Circuito mondiale, da quest’anno anche all’Ironman 70.3 di Rapperswil (vedi Gallery della passata edizione qui sotto) la partenza a nuoto avverrà secondo il sistema del “Rolling Start”. Non più quindi la partenza in massa, ma scaglionata e dalla riva del lago: ogni dieci secondi scatteranno pertanto quattro concorrenti in base al loro tempo indicativo nella frazione a nuoto di 1900 metri. A Rapperswil le partenze verranno però organizzate per classi d’età e non a livello “complessivo” come a Zurigo.

Questa soluzione, che è stata parecchio criticata sui “social”, comporta però indubbiamente dei vantaggi. Intanto si evita la partenza in massa che certamente può causare degli inconvenienti, oltre che una certa ansia pre-gara nei partecipanti: avendo al via oltre duemila atleti che si gettano in acqua quasi contemporaneamente è quasi inevitabile che ci siano dei contatti per non dire degli scontri veri e propri. Capita inoltre abbastanza spesso di avere degli atleti che nel nuoto sono piuttosto scarsi e che ciò malgrado si mettono in prima fila causando dei problemi già nei primi metri con gli atleti più veloci che giungono da dietro.

Chiaramente qui dovrebbe prevalere il buonsenso, ovvero quello di posizionarsi nel gruppo a seconda del proprio livello nel nuoto. Ma la cosa non avviene sempre, complice anche una certa e giustificata ambizione. La partenza scaglionata con il sistema della “Rolling Start” consente di partire in base al proprio livello effettivo, con oltretutto la possibilità di diluire la massa di atleti che si getta nel lago. Ciò che evita, non da ultimo, la formazione di gruppi molto numerosi e difficilmente gestibili anche nella successiva tratta in bicicletta.

Il punto negativo di questa soluzione sta nel fatto che si perde un po’ del vero spirito dell’Ironman, che ha sempre visto la partenza in massa, così come avviene all’Ironman delle Hawaii. Inoltre, per certi atleti ambiziosi che partono un po’ staccati nella frazione a nuoto resta difficile “leggere” la gara e capire in che posizione ci si trova, ad esempio, rispetto ai concorrenti della stessa classe d’età. Un discorso che vale anche per il pubblico che segue la gara. Questo problema non sussiste invece per i “PRO” visto che partono, come è sempre avvenuto, contemporaneamente.

Foto: Ruedi Wild all’IM 70. Rapperswil 2016 (Getty Images)

Fonte: Triathlon, che passione!

Leggi

Le qualità terapeutiche del nuoto

Nuotare per stare bene

Naturale per i pesci, un po’ meno per gli uomini il nuoto è, per definizione, tra le discipline più complete in assoluto con inoltre il vantaggio che, essendo praticato nell’ambiente liquido, preserva le articolazioni da ogni impatto. Può essere appreso precocemente, perché non ha controindicazioni, ma va insegnato gradualmente, prevedendo alcuni esercizi che aiutino ad acquisire la giusta tecnica.

Una sana abitudine

Chi fa del nuoto un’abitudine, per spezzare o concludere una giornata lavorativa, assicura che diventa rapidamente un’esperienza irrinunciabile. Le motivazioni più comuni sono il senso di libertà che offre, lo spazio mentale per far correre i pensieri, l’occasione per lasciarsi finalmente andare, seguendo solo il ritmo del movimento e del respiro. Dopo una nuotata, non solo si avverte un profondo senso di benessere fisico, ma anche il tono dell’umore diventa migliore.

Fonte: A-Z fitness

Foto: La splendida piscina del Lido di Locarno dall’acqua color verde smeraldo

Leggi

Ironman 70.3 Mallorca a McNamee

L’Ironman 70.3 Mallorca, disputato oggi con partenza dalla spiaggia di Alcudia, è stato vinto dal britannico David McNamee che ha preceduto sul traguardo il tedesco Andreas Dreitz e lo spagnolo Miquel Blanchart Tinto. Uscito bene già dall’acqua dopo 1,9 km (22’58’’), McNamee ha perso qualche posizione nella tratta in bici di 90 km, recuperando però nella frazione a corsa dove con parziale di 1h13’41’’ ha segnato il miglior tempo. 3 ore 56 minuti e 49 secondi il suo crono finale. Bene l’atleta italiano Jonatan Ciavatella, quinto assoluto a poco più di 13’ dal vincitore. Sempre tra gli uomini da segnalare il bellissimo primo posto di categoria nella classe d’età 25-29 anni del ticinese Giacomo Trabattoni. In campo femminile la migliore è la tedesca Laura Philipp (4h21’41’’) che ha chiuso davanti alla britannica Emma Pallant e alla neozelandese Amelia Watkinson. Brillante prestazione, anche qui, di un’atleta ticinese: Carola Fiori-Balestra ha infatti chiuso a sua volta in prima posizione nella classe d’età 45-49 e dodicesima assoluta tra le donne. Nella starting list figurava anche il nome di Daniela Ryf che però non ha preso parte alla gara.

RISULTATI

GALLERY

Fonte: Triathlon, che passione!

Foto: Getty Images

Leggi