“La Verzasca in bicicletta”, oggi su “ExtraSette”

LA VERZASCA IN BICICLETTA

Uno degli aspetti più sorprendenti del Ticino è certamente la varietà del suo territorio. Ogni regione si caratterizza per qualcosa di particolare, così come ogni valle ha ciascuna una propria “personalità”.

Prendiamo la Valle Verzasca. Cosa la distingue rispetto alle altre valli del cantone? Non la diga, come qualcuno potrebbe pensare, e neppure quel carattere aspro e selvaggio che possiamo in parte ritrovare altrove.

No, la Valle Verzasca è anzitutto il suo fiume, compagno di viaggio fedele anche per il ciclista itinerante che qui ritrova l’armonia e il giusto senso dell’andare. Un fiume che è un gioiello naturalistico e che si offre in tonalità cromatiche diverse secondo l’atmosfera e la stagione: blu intenso o verde smeraldo…

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La “Via Rhôna” in bicicletta – Prologo dalla sorgente

LA “VIA RHÔNA” IN BICICLETTA – PROLOGO DALLA SORGENTE DEL RODANO, ALLA RICERCA DEL… PRIMO ZAMPILLO

Cammino incerto sul piccolo sentiero, come se portassi dei tacchi a spillo. Le scarpette da bici non sono adatte a spostarsi sulla terra ferma. Immaginiamoci su un sentiero sconnesso come questo. Voglio però raggiungere la sorgente del Rodano. Il riverbero del ghiacciaio mi colpisce di tanto in tanto gli occhi costringendomi a chiuderli e rendendomi ancora più difficile lo spostamento. Mi vedo un po’ ridicolo camminare in questo modo. Sorrido tre me di questa situazione, pensando anche a quanto mi è capitato ieri in albergo, ad Andermatt, dove ho dormito.

È la commovente storia di Olga, cameriera sulla sessantina dalle taglie forti, ma dai modi gentili. È stata lei a servirmi la cena ieri sera. Nell’albergo non c’era tanta gente, e così abbiamo scambiato due parole che sono presto diventate molte di più, perché praticamente mi ha raccontato tutta la sua vita. Dell’infanzia alla morte del marito durante la guerra fino al arrivo qui in Svizzera, dove da ormai vent’anni lavora come cameriera. Ha girato mezza Svizzera, ma soprattutto il Vallese (è stata anche a Zermatt) e da due anni è qui ad Andermatt, dove dice di trovarsi bene. Nel suo sguardo malinconico, al momento del saluto, leggo le tracce di un’esistenza non sempre facile.

Essere ciclisti solitari con un sogno da realizzare comporta sempre, a livello di comunicativa con gli altri, degli insoliti vantaggi: tra questi il fatto che la gente ti si avvicina con facilità, aprendosi in modo a volte sorprendente. Forse perché al ciclista solitario, che si vedrà per un attimo soltanto e poi si dissolverà nel proseguo del suo viaggio, si vuole consegnare un messaggio da portare al mondo, come la bottiglia che si butta in mare, sperando che la propria storia, anche se semplice e umile, possa essere ricordata degnamente, come tutte le altre, nel grande e universale libro della memoria.

Già, il mio sogno nel cuore: come vi ho detto è quello di percorrere da cima a fondo nei prossimi dieci giorni, quindi lungo circa 850 chilometri, tutto il fiume Rodano, dalle Alpi svizzere al Mediterraneo! Dico subito: non so se riuscirò a ripercorrere tutto quanto l’itinerario come ho già fatto qualche anno fa. Dipenderà da alcune circostanze, di cui magari vi dirò, insomma da certi impegni che forse mi obbligheranno a rientrare prima. Comunque, fino alla magica città di Lione ci voglio arrivare. Costi quel che costi. E non si pensi che sia poco perché saranno oltre 500 chilometri di viaggio a cui devo prevedere di aggiungerne sicuramente altri per il ritorno….

Un sogno che inizia per forza di cose qui, alla sorgente del Rodano che adesso con passo incerto, sempre per via delle scarpette da ciclista, sto cercando di raggiungere, almeno per vedere d lontano, se riesco anche per fotografare. Ripenso ancora a Olga dalle taglie forti e dal sorriso semplice e gentile, a queste vite a volte non facili, mentre guardo verso valle e il vertiginoso percorso della strada che si srotola verso il basso come un filo di lana.

Tra poco mi lancerò anch’io verso il fondovalle sulla mia bicicletta, come se spiccassi il volo da un trampolino. È del resto la fortuna, non trascurabile, di chi sceglie di seguire un fiume, che per immutabili ed eterne leggi fisiche è destinato a scorrere sempre in discesa…

A presto!

La Via Rhôna

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La “Via Rhôna” in bicicletta – La vigilia ad Andermatt

LA “VIA RHÔNA” IN BICICLETTA

IL SOGNO DEL CICLOVIAGGIATORE – VIGILIA DELLE PARTENZA AD ANDERMATT

Cari amici del web, eccomi qua. Pronto per lanciarmi in una nuova sfida a due ruote. Ormai mi conoscete. Ogni tanto mi prende quella voglia di partire… come se il nomade che vive in me reclamasse i suoi diritti e stufo di starsene seduto a una sedia dicesse: “Hey, ce lo facciamo un bel giretto?”

E dunque… voilà, la mia nuova avventura inizia in un alberghetto di una vecchia e tipica casa in legno di Andermatt, nella verdeggiante e fresca Valle di Orsera, il cui nome richiama origini eloquenti: qui, un tempo, ci vivevano proprio loro, gli orsi. Una valle situata nel cuore delle Alpi, a circa 1450 m di altitudine.

È quasi sera e aspetto con ansia di cenare, infilarmi nel letto e risvegliarmi domani mattina, con la speranza di vedere un cielo tutto blu…

Infatti, di buon’ora scalerò la Furka (2419 m) alla ricerca della sorgente, del primo zampillo, della polla primigenia… del grande fiume Rodano, che nasce proprio nel cuore delle splendide Alpi svizzere e che poi farà tutto il suo corso lungo ben 850 chilometri per sfociare nel Mediterraneo, a due passi da Marsiglia, nel sud della Francia.

Trovata la sorgente sempre domani mi lancerò lungo il Vallese con l’intenzione di giungere almeno in prossimità del grande Lemano. 130 chilometri all’incirca ma con un bel dislivello… negativo: dai 2419 del passo si arriverà ai circa 471 di Martigny, la meta che mi sono prefissato. Sulla carta dovrebbe dunque essere una tappa abbastanza veloce, vento permettendo…

Percorrerò quindi in questo viaggio la famosa e intrigante “Via Rhôna”, la famosa ciclabile che ho sempre sognato, non ho più percorso di recente, ma dicono bellissima per le nuove ciclabili realizzate, e che mi porterà a scoprire regioni importanti, città dalla ricca storia, seguendo fedelmente il corso del fiume Rodano, il secondo per importanza a livello europeo.

Un viaggio a dorso di formica che cercherò di raccontarvi nei prossimi giorni… quanti esattamente non lo so ancora… più o meno setto o otto, ma potrebbero essere di più, probabilmente non di meno, a dipendenza di quello che succederà e che adesso davvero non posso prevedere, anche perché non sono il mago Otelma e quindi lasciamoci sorprendere, che la vita di tutti i giorni è già abbastanza noiosa e prevedibile…

Sdraiato sul letto con le gambe a riposare, come un cosacco alla vigilia della lunga marcia, guardo adesso l’antico soffitto in legno decorato della mia stanza. Chi si trova ad Andermatt ha davvero l’impressione di essere al centro dell’Europa. A due passi da qui c’è il famoso ponte del diavolo della Schöllenen che ha segnato la storia del continente, con il fiume che rumoreggia sul fondo della gola e si fa spazio tra i grossi macigni.

Siamo al crocevia di passi importanti, dalla storia ricca e spesso drammatica, la Furka, l’Oberalp, il San Gottardo, passi dove nascono i grandi fiumi che attraverseranno l’Europa: il Reno, la Reuss, il Ticino e, appunto, il Rodano…

È sera e dalle finestre filtra ancora qualche tiepido raggio di sole: sulle cime più lontane, verso Realp e il passo della Furka dove mi dirigerò domani, le nuvole si rincorrono spinte da un lieve soffio di tramontana. Malgrado i 12° C scarsi è comunque un dolce calar della sera.

Le valli che convergono su Andermatt si addormentano nel verde più profondo mentre superbi profili dei monti, ancora intrisi di luce incandescente, sembrano incidere col fuoco un cielo azzurro di cristallo.

La Via Rhôna

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Jan van Berkel trionfa all’IRONMAN Switzerland 2018

Il beniamino di casa Jan van Berkel si è imposto per la prima volta all’IRONMAN di Zurigo (3,8 km a nuoto, 180 km in bici, 42,2 km a corsa). Nella prova su distanza olimpica di sabato grande prestazione di Daniela Ryf.

Jan van Berkel, alla fine ce l’ha fatta. Dopo due secondi posti (2012, 2015) e due terzi (2016, 2017) il beniamino di casa ha trionfato all’Ironman di Zurigo, superando negli ultimi chilometri della frazione conclusiva lo sloveno David Plese, a lungo al comando. Terzo è giunto l’australiano Cameron Wurf.

Con 8h09’18, van Berkel, fratello dell’ex nuotatrice Martina van Berkel e fidanzato dell’ex pattinatrice Sarah Meier, ha anche stabilito il suo record personale sulla distanza. Il successo è stato costruito nella frazione conclusiva, quella sulla maratona, che l’elvetico ha corso in 2h45’18’’.

“Vent’anni fa ho vinto il mio primo kids triathlon proprio qui e sei anni fa ho corso il mio primo Ironman: non avrei mai pensato che un giorno avrei vinto io”, ha detto van Berkel commosso al traguardo. “Nella corsa sono riuscito ad esprimermi molto bene malgrado il caldo, che alla fine ho forse sofferto meno dei miei avversari”, ha aggiunto il 32enne zurighese, che proprio venerdì prossimo convolerà a nozze con Sarah Meier.

Ronnie Schildknecht, nove volte vincitore dell’Ironman, ha lottato come un leone ma alla fine è giunto solo quinto con un ritardo di circa 12 minuti. Sven Riederer, da parte sua, si è bene espresso fino a un quarto della maratona cedendo in seguito, per chiudere al settimo posto.

Nella gara femminile, in assenza della convalescente e vincitrice dello scorso anno, Céline Schärer, la vittoria è andata a Finin Kaisa Sali che ha chiuso davanti a Skye Moench (USA) e Annabel Luxford (AUS).

LA ROSSOCROCIATA RYF IN GRAN FORMA

Al Triathlon 5150 di Zurigo – 1,5 km a nuoto, 40 in bici e 10 di corsa a piedi – la solettese Daniela Ryf, già tre volte vincitrice dell’Ironman delle Hawaii, ha dominato la concorrenza. Sabato si è infatti imposta in 1.56’18’’, precedendo di addirittura 6’35’’3 la seconda classificata, ossia l’altra elvetica Imogen Simmonds. La prova maschile ha visto il successo in 1.52’01’’ dell’australiano Mitch Kibby che ha lasciato a 20 secondi l’elvetico Manuel Küng. Da segnalare l’ottimo secondo rango assoluto di Adriano Engelhardt tra gli Age Group.

Photo© N. Pfund

CLASSIFICHE IRONMAN SWITZERLAND

CLASSIFICHE 5150 ZURICH

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“Tremola libera per cicloturisti”, oggi su “ExtraSette”

TREMOLA LIBERA PER CICLOTURISTI

Nella settimana delle grandi salite al “Tour”, oggi su “ExtraSette” (supplemento del venerdì del “Corriere del Ticino”) vi propongo la descrizione del nostro “monumento viario” per antonomasia, ovvero la salita  della Tremola che porta al Passo del San Gottardo e che ogni cicloturista dovrebbe aver compiuto almeno una volta in… vita sua! 

Buona lettura, dunque, ma soprattutto uno splendido e “sportivo” weekend a tutti!

PS: viste le condizioni meteo ideali, perché non andarci proprio in questo fine settimana? C’è la Granfondo del Gottardo!! 

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Da Grono a Santa Maria in Val Calanca su “ExtraSette”

DA GRONO A SANTA MARIA IN VAL CALANCA

Uno dei grandi privilegi per chi ama spostarsi in bicicletta è quello di permettere a chi vi si dedica di assaporare pienamente l’ebbrezza di aver percorso un tragitto con la sola forza delle proprie gambe e della sua determinazione, e di offrirgli la sensazione gratificante di essere stato il solo artefice della scoperta di un paesaggio o di un ambiente. Indovinare nel cielo velato del mattino i confini del luogo dove si arriverà e poi intravedere dietro di sé, nella luce abbagliante del mezzogiorno, da dove si era partiti qualche ora prima, sono emozioni che si rinnovano a ogni uscita…

Questo l’incipit del mio contributo di oggi su “ExtraSette”, supplemento del venerdì del “Corriere del Ticino”.

Come si può vedere il pezzo è dedicato alla salita che da Grono arriva fino a Santa Maria, in Val Calanca.

Buona lettura!

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Il lago di Costanza in bicicletta – Giorno 1 – Partenza da Costanza

“Dove vai?”, chiese al ciclista: “Porto a spasso il bambino che c’è in me…”

Questa mattina la sveglia ha suonato alle 5. Dovevo alzarmi presto se volevo raggiungere in auto la meta che mi ero riproposto, ovvero la città di Costanza, sul Bodensee, nel sud della Germania. Punto di partenza del mio giro del lago e del primo itinerario di quest’estate attraverso la Svizzera (e dintorni): 260 chilometri in tutto, che potrei anche “sciropparmi” in una sola giornata, ma che il buon senso (e forse l’età…) mi suggeriscono di dividere in tre tappe…

Parlo di Svizzera, ma nello stesso tempo vi scrivo dalla… Germania. In realtà il Bodensee tocca tre paesi: oltre a Svizzera e Germania anche l’Austria è interessata, benché per pochi chilometri di riva. È dunque un lago internazionale, anche se noi svizzeri lo sentiamo un po’ nostro.

In questo momento mi trovo proprio qui, a Costanza, una splendida città dai caratteri medievali, seduto a un tavolino di una altrettanto splendida pasticceria del centro storico, a scrivere questo primo post in questa mattina di luglio. Una cameriera molto gentile e dal bel sorriso mi ha appena servito un caffè con due croissant.

Li mangio prima con gli occhi e poi con la bocca, in quest’ultimo caso con un pizzico di voracità, tanto sono buoni. Il posto dove sono è fresco, l’aria è pulita e si sta bene. Capisco subito che è una giornata ideale per pedalare.

Per arrivare fin qui in auto ho impiegato circa tre ore e mezza passando dal San Bernardino sull’A13 e seguendo poi il corso del fiume Reno che, come un vecchio e caro amico, mi ha indicato la strada accompagnandomi a fino a Sankt Margrethen, nel canton San Gallo, dove mi ha salutato poco prima di immettersi nel lago.

Poi ancora qualche chilometro verso nord lungo la riva del lago fino a Kreuzlingen, la città svizzera che quasi si fonde con Costanza lungo un confine impossibile da decifrare.

Ho voglia di partire e di inforcare la mia bici. Penso ai viaggi del passato, tutti straordinariamente belli e appaganti. C’è sempre una gioia irresistibile nel partire, soprattutto nei primi colpi di pedale. Sembra di tornare bambini. Ricordo una frase azzeccatissima del vignettista Altan che nelle sue esperienze cicloturistiche, quando gli fu chiesto dove andava, disse semplicemente: “Porto a spasso il bambino che c’è in me!”.

Affermazione assolutamente veritiera, perché “risvegliare” il bambino che c’è in noi è fondamentale per guardare alla vita con occhi diversi, in un mondo che fa di tutto per spegnere ogni meraviglia. La persona che non si muove, che rimane tutto il tempo inchiodata a un divano o a una scrivania, perde secondo me la fantasia, non sogna più, non canta più, non legge più. A poco a poco si impoverisce, si imbruttisce, si inacidisce…

La bicicletta in questo è straordinaria, perché più di ogni altro mezzo di trasporto permette di riaccende i sensi, anzi di farli esplodere, e fa crescere ed esalta la voglia di vivere. Grazie a essa si viaggia in presa diretta con la natura, “nudi” in mezzo all’aria, alla luce, al canto degli uccelli, allo scroscio dei torrenti, non imballati, ad esempio, nella tremolante confezione di latta chiamata automobile.

Il ciclista penetra nella natura come il nuotatore nel lago o nel mare. Da una passeggiata in bicicletta esce quindi “bagnato” di paesaggio…

E poi ammettiamolo: di “meraviglie”, la nostra piccola ma bella Svizzera, ne ha davvero da offrire in abbondanza. Nelle sue montagne, nelle sue città, nei suoi laghi… tra cui appunto, il Bodensee, che in questi tre giorni voglio “circumnavigare” lungo le sue piste ciclabili, molto note e frequentate da turisti e ciclisti provenienti da tutta Europa.

Sono venuto qui perché il mio occhio, adesso, ha bisogno soprattutto di questo: di bei paesaggi, di laghi, di boschi e vallette, di prati e campi su cui riposare la vista. Nei quali ritrovare il vero senso della vita e disfarsi – perché no – di qualche tossina che inevitabilmente accumuliamo nel tran tran della vita quotidiana…

Si, ho bisogno di ombre nette, di colori smaltati, dell’aria sottile e fresca sulla pelle, del sole che riscalda la nuca. Perché davvero, la bellezza è medicina, cura e nutre la fame di senso dei nostri giorni. Ma la bellezza non esiste ovunque, anzi è piuttosto rara. In questi luoghi, in questi paesaggi idilliaci, se ne trova però in misura superiore che altrove.  Ne sono convinto!

Ma ora è tempo di guardare l’orologio. Ce n’è uno bello grande nel centro della piazza e indica le 9.30. È tempo di partire. Oggi mi aspetta la tratta verso nord in una delle due lingue del lago verso Stein am Rhein e ritorno. In tutto 75 chilometri. Una sorta di andata-ritorno e di tappa di rodaggio. Salgo dal lato svizzero e ritorno da quello tedesco. Ma alla fine sarò sempre a Costanza, dove stasera dormirò e avrò la possibilità di girare un po’ nella vecchia città (Altstadt Konstanz) che, devo ammetterlo, ora  sono davvero curioso di conoscere.

A presto!

LE TAPPE

Giorno 1

Periplo del braccio occidentale del lago (formato dai bacini dell’Untersee e dello Zeller See) di 75 km. La prima tappa fino al pranzo è breve (30 km in territorio svizzero); poi inizia la tratta germanica di 45 km fino al ritorno a Costanza.

Stein am Rhein è il luogo in cui il Reno esce dal lago per proseguire il suo corso; è l’estremo occidentale del Bodensee.

Luogo Km Totale
Costanza 0
Steckborn 20.5 20.5
Stein am Rhein 13 33.5
Horn 8 41.5
Allensbach 18 59.5
Costanza 15.5 75

 

Giorno 2

La prima tappa del periplo del lago vero e proprio si svolge interamente in territorio germanico: 111 km con partenza da Costanza e arrivo sull’isola di Lindau. Porto con me un sacco con i vestiti di ricambio.

Una volta uscito dalla città di Costanza, il tratto fra l’isola di Mainau e l’estremo nord del lago è collinare, con alcuni saliscendi; il resto del percorso si svolge lungo la costa ed è in gran parte pianeggiante, su strade secondarie o su piste ciclabili.

Luogo km Totale
Costanza 0
Dingelsdorf 14 14
Liggeringen 13 27
Ludwigshafen 10.5 38.5
Uberlingen 10 48.5
Meersburg 16 64.5
Friedrichshafen 16.5 81
Langenargen 10 91
Lindau 20 111

 

Giorno 3

Si prosegue verso la frontiera austriaca, la foce del primo tratto del Reno nel Bodensee e la sponda occidentale del lago, risalendo fino a Kreuzlingen. La tappa misura 75 km, tutti pianeggianti. A Bregenz si tocca l’estremo sudorientale del lago. Se lungo la costa occidentale il percorso rimane quasi interamente su piste ciclabili, nella parte meridionale si viaggia su strade principali; in alternativa si possono seguire le piccole strade di campagna o le strade principali, tutte fornite di corsia ciclabile.

Luogo km Totale
Lindau 0
Bregenz 9 9
Fussach 8.5 17.5
Gaissau 10.5 28
Rorschach 9.5 37.5
Romanshorn 16 53.5
Müsterlingen 13.5 67
Kreuzlingen 6 75

 

Maggiori infohttps://www.bodensee-radweg.com/

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Le proprietà benefiche del nuoto su “ExtraSette”

Lo ammetto: sono un grande frequentatore di… piscine! Da sempre, direi. Il perché è facile da spiegare: semplicemente sono attratto da questo specchio d’acqua azzurra. Irresistibilmente. Come ne vedo una, di piscina, non importa dove, voglio subito entrarci per fare qualche vasca…

Bisogna dire che in genere le piscine sono collocate in posti molto belli, a volte incantevoli. Prendiamo il nostro Ticino. I tre principali stabilimenti balneari, quelli di Lugano, Bellinzona e Locarno, sono davvero straordinari. Diversi uno dall’altro, ma tutti assolutamente magnifici.

E in queste belle e calde giornate estive diventano ancora più irresistibili e attraenti.

Nel luganese ne conosco altri, come ad esempio la piscina di Carona, oppure la Conca d’Oro di Paradiso o, ancora, il lido di Bissone affacciato sul lago. Davvero per chi ama nuotare c’è quasi l’imbarazzo della scelta e oggi c’è spesso, anzi quasi ovunque, la possibilità di nuotare in corsia, agevolando di molto chi ama…  macinare chilometri.

E poi nuotare fa bene. Direi, “soprattutto” fa bene. Lo sappiamo tutti. Il nuoto è tra gli sport più completi. Con in più un vantaggio: quello di non caricare gli arti inferiori, come ad esempio avviene con la corsa a piedi. Per questo lo consiglio sempre come attività complementare per chi corre.

Nuotare mi fa stare bene perché penso che è un’attività connaturata alla mia natura: quando esco dalla piscina sono sempre carico di buonumore e benessere. Una sensazione, tra l’altro, che condivido con molti altri…

Oggi su “ExtraSette” (supplemento del venerdì del “Corriere del Ticino”) parlo proprio del nuoto e delle sue indiscutibili proprietà benefiche! Da non perdere!

Buona lettura e buon we a tutti! J

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“Allenamenti strutturati, un miglior rendimento”

“Un concetto basilare per chi fa attività fisica con lo scopo di progredire e migliorare è quello di dare un minimo di organizzazione ai propri allenamenti. Chi non si pone degli obiettivi e non pianifica un programma di allenamenti difficilmente riuscirà a progredire.”

Sul numero di oggi di “ExtraSette” (supplemento allegato al “Corriere del Ticino”) alle pagine 16-17 trovate un mio contributo su come strutturare gli allenamenti per un migliore rendimento: fase di riscaldamento, nucleo centrale e defaticamento.

Buona lettura e buon sport a tutti! 

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