La bicicletta, un fantastico strumento di conoscenza

Sul quotidiano LaRegione di lunedì 14 agosto un’intera pagina (p. 2) è dedicata al mio libro In bicicletta su e giù per il Ticino che in queste settimane è tra i più venduti nelle librerie ticinesi. Un contributo che ho trovato molto bello e valido (tra i migliori che mi sono stati “dedicati” in questi ultimi vent’anni), firmato da Marino Molinaro, caporedattore della cronaca e pure grande appassionato delle due ruote. Di seguito ecco la parte introduttiva in cui viene presentato l’argomento, la tematica del libro e… l’autore.

SALITE, STORIA E LEGGENDE

“Sta riscuotendo un successo che va oltre le previsioni l’ultima fatica editoriale di Nicola Pfund, “In biciletta su e giù per il Ticino”, che descrive “26 salite imperdibili alla scoperta di una regione”. Nelle 333 pagine (Fontana Edizioni) le immagini e le spiegazioni più tecniche su pendenze, distanze e altimetrie sono sapientemente arricchite da aneddoti e leggende che l’autore ha raccolto fermandosi nelle località toccate nel suo peregrinare. Un viaggio nella storia, oltre che nel territorio della Svizzera italiana (vi sono anche due mete moesane), in sella a quel fantastico strumento di conoscenza che è la bicicletta. Dato agli archivi l’approccio più agonistico che per diversi anni lo ha legato alle due ruote in qualità di triatleta di punta, il ‘filosofo del benessere’ luganese, autore di diverse pubblicazioni, invita il lettore ad alzare la testa dal manubrio per farsi permeare da ciò che si incontra lungo la strada”.

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Cultura e salute fisica salgono in sella

Un’intera pagina, pubblicata il 4 agosto 2017 sul Giornale del Popolo (p. 4), dedicata al mio ultimo volume intitolato In bicicletta su e giù per il Ticino. Un contributo di valore con un titolo assolutamente azzeccato. Davvero un’ottima promozione della bicicletta come strumento privilegiato di scoperta e di conoscenza del territorio!

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Il triathlon, uno sport completo

FISICO DA TRIATHLETA

È ormai noto a tutti che il triathlon favorisce uno sviluppo fisico eccezionale. Questo per un motivo molto semplice: perché il triathlon è, tra tutti, lo sport in assoluto più completo. Tre discipline (nuoto, bici e corsa) e un mix incredibile di resistenza e potenza. Il fisico del triathleta è diverso da quello del nuotatore, del ciclista o del podista. Ne rappresenta una sintesi ad un livello più alto, con oltretutto una parte mentale determinante. Ecco perché il triathleta è sempre stato oggetto di grande ammirazione e, diciamolo pure, forse di… un po’ di invidia. Nella foto: Dave Scott alle Hawaii nel 1996: a 42 anni corre la maratona finale in 2h45’20’’! 

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A Zurigo un weekend di sudore e passione

ZURIGO È stato un weekend di passione e sudore quello appena trascorso nella bella e accogliente città sulla Limmat. Due giorni di gare che hanno proposto alcuni momenti molto intensi, emozioni forti sia per i colori rossocrociati che ticinesi. Una grande festa dello sport e della triplice disciplina esaltata da due giornate splendide dal punto di vista meteorologico e da quella accoglienza tutta particolare e straordinaria che la città di Zurigo riserva regolarmente nell’ultimo fine settimana del mese di luglio al triathlon e al “suo” Ironman.

Certo il pubblico che ha affollato il Mythenquai forse si aspettava un nuovo acuto di Ronnie Schildknecht nella prova regina sulla distanza Ironman (3,8 km a nuoto, 180 km in bici, 42,2 km a corsa), una nuova vittoria che avrebbe permesso all’elvetico di porre per la decima volta il proprio sigillo sulla gara. Ma purtroppo Schildknecht è stato costretto al ritiro, all’inizio della frazione a corsa per problemi fisici, quando occupava il terzo posto alle spalle del connazionale Jan Van Berkel e dell’australiano Nicholas Kastelein.

Di Kastelein in verità si sapeva poco, non partiva nelle vesti di favorito, ma impressiona subito uscendo secondo dall’acqua e soprattutto transitando in T2 in prima posizione con un buon margine sui diretti avversari. L’incognita della corsa a piedi e della sua tenuta alla distanza si scioglie con il passare dei chilometri e con il progressivo rafforzamento della leadership che consente al 29enne di Mudgee, una piccola cittadina australiana di ottomila abitanti, di trionfare con il tempo di 8h13’28’’ (48’18’’/4h31’13’’/2h50’24’’).

Dietro la lotta per il podio è stata molto bella con la rimonta di Ruedi Wild su Jan Van Berkel nella frazione conclusiva che li porterà a chiudere nell’ordine. Wild è autore di un’eccellente maratona nella quale segnerà il miglior tempo in 2h49’21’’ per un crono conclusivo di 8h20’37’’. L’avvocato Van Berkel, da parte sua, sembra destinato a non mai trionfare in questa prova che lo vede protagonista da diversi anni, ma nella quale si è sempre dovuto accontentare di occupare i gradini più bassi del podio.

Alle spalle di questi atleti si è consumata un’altra “battaglia” con protagonista, questa volta, l’italo-argentino Daniel Fontana che rincorreva un quinto posto per strappare una nuova qualifica per i mondiali di Kona del prossimo ottobre. Ebbene, il 41enne portacolori del DDS Milano, primo triathleta italiano ad essersi aggiudicato una prova su distanza Ironman (2014 a Los Cabos) ha dato prova di uno straordinario carattere resistendo alla rimonta dell’ucraino Daniil Sapunov e chiudendo in 8h36’06’’.

Fontana è giunto sul traguardo stremato. All’inizio non ha voglia di parlare, prevale la sofferenza, veramente grande per lo sforzo sostenuto. Poi piano piano riemerge e torna a sorridere rendendosi conto di quanto fatto: “Oggi è stata davvero dura”, ci confida con un filo di voce. “Ho sofferto il gran caldo, soprattutto nella corsa a piedi. Sono però davvero felice. Il mio obiettivo era la qualifica per Kona, per vivere nuovamente questa straordinaria avventura. E al terzo Ironman stagionale finalmente l’ho colta. Dimostrando che quando mi fisso un obiettivo riesco sempre a raggiungerlo”.

Sul fronte delle donne straordinaria quanto chiara e netta vittoria per Celine Schaerer che ha condotto la gara dall’inizio chiudendo in 9h23’02’’, con oltre 15’ di vantaggio sulla seconda classificata, la danese Tine Holst (9h37’44’’) e 17’ sulla terza, l’altra elvetica Martina Kunz (9h40’08’’). “È stata una gara sicuramente molto dura a causa del caldo, ma ho avuto buone sensazioni da subito”, ha detto al termine della prova. “Ho fatto una buona frazione in bici, dove sto ritrovando le migliori sensazioni. Nella corsa mi sono limitata a gestire il vantaggio senza spingere troppo”.

Diversi ticinesi hanno portato a termine questa prova molto esigente realizzando delle prestazioni di ottimo livello nelle categorie riservate agli “age-groupers”: Roberto Pintus (11h08’36’’), Enrico Widmer (11h25’06’’), Riccardo Giacomini (11h29’55’’), Juro Grgic (12h12’40’’), Riccardo Giulini (12h41’31’’), Christian Camanini (12h45’27’’), Alex Luraschi (12h51’04’’) e Graziano Bossi (13h55’23”).

RISULTATI IRONMAN SWITZERLAND

 

5150 CON DANIELA RYF E SVEN RIEDERER PROTAGONISTI

Nella giornata di sabato si sono tenute le prove sulla Short distance e il 5150, ovvero nient’altro che la distanza olimpica (1,5 km a nuoto, 40 km in bici e 10 km a corsa) con soltanto la proibizione della scia nella bicicletta. La presenza di sue “star” come Daniela Ryf e Sven Riederer non lasciavano alternative per ciò che riguarda i primi posti. E infatti entrambi si sono imposti nettamente, con la Ryf addirittura terza assoluta alle spalle di Riederer e Patrick Jaberg.

“Si è trattato di un buon test”, ha detto la Ryf nel dopogara. “È sempre bello gareggiare anche sulle corte distanze per fare soprattutto un po’ di velocità. Devo anche dire che sono contenta del mio risultato che dimostra che la condizione sta migliorando. Fisicamente mi sento meglio di un mese fa anche se non sono ancora al top”. I prossimi appuntamenti della solettese prevedono dapprima i mondiali IRONMAN 70.3 Chattanooga nel Tennessee e poi naturalmente le Hawaii dove la Ryf cercherà di imporsi per la terza volta consecutiva.

In questo contesto si sono registrate delle ottime prestazioni da parte degli atleti ticinesi. Nella Short distance Adriano Engelhardt ha chiuso al quarto posto assoluto dimostrando di avere un ottimo feeling con la triplice disciplina. E questo malgrado il suo livello di preparazione non sia ancora al meglio a causa di qualche malanno fisico e dei pochi chilometri percorsi in bicicletta. “Sono uscito bene dal nuoto, ma poi sia nei cambi che nella bici ho perso un po’ di terreno sui migliori. Anche nella corsa, pur essendo stato il più veloce, non sono ancora al meglio delle mie possibilità. Sarò presente a Nyon e a Locarno, ma il mio obiettivo è quello di preparare bene la prossima stagione dove vorrei essere protagonista ad alti livelli”.

Nella distanza olimpica altre belle soddisfazioni per i colori ticinesi con protagonisti diversi giovani triathleti di grande talento. Alex Trabucchi è quarto negli M18 dove si segnala anche l’ottavo rango di Gioele Cereghetti. Negli M25 Giacomo Trabattoni chiude a sua volta al quarto rango con Gregorio Delcò ottimo sesto. Un’altra brillante prestazione viene dalle ragazze con il secondo posto di Alice Fritzsche nelle W18, a dimostrazione di come il settore giovanile sia davvero ricco di talenti e promesse!

RISULTATI 5150 ZURICH

RISULTATI SHORT DISTANCE

Foto: Getty Images e N. Pfund

Fonte: Triathlon, che passione!

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L’IRONMAN France torna sulla Promenade

“Un evento storico che sarà ricco di emozioni”

Domenica 23 luglio torna l’IRONMAN France-Nice. Un evento tra i più importanti a livello mondiale. Non solo perché è stato uno dei primi ad essere organizzati in Europa, ma anche perché è tra i più apprezzati dagli atleti stessi. La manifestazione di quest’anno avrà un però un forte valore simbolico aggiuntivo: sarà infatti il primo evento sportivo che viene organizzato sulla “Promenade des Anglais” dopo i tragici fatti del 14 luglio 2016.

Sarà “un vento storico e ricco di emozioni”, ha detto Yves Cordier, direttore dell’IRONMAN France. “Sia per gli atleti che per gli organizzatori, questo evento sarà carico di emozioni. Sicuramente proveremo una forte emozione ripensando a quella sera del 14 luglio 2016 quando la Promenade des Anglais fu così duramente colpita da un atto terroristico. Dobbiamo dunque essere tutti uniti per rendere un omaggio sportivo alle vittime”, ha aggiunto Cordier.

IRONMAN France-Nice 2017

Mark Allen vs Yves Cordier: c’est l’histoire!

L’IRONMAN France-Nice è come detto uno degli appuntamenti “storici” e più apprezzati del circuito mondiale. Addirittura, in base a un sondaggio effettuato presso gli stessi atleti lo scorso anno, risulta essere il migliore Ironman in Europa, soprattutto per la sua suggestiva tratta ciclistica e l’accoglienza della Città, e il secondo a livello mondiale.

Elenco dei migliori IRONMAN 2016

Ma c’è sicuramente un altro motivo che contribuisce ad aumentare il fascino di questa prova. È da ricercare negli anni Novanta quando la Promenade è stata più volte teatro di straordinarie prestazioni, soprattutto da parte di quello che viene ritenuto il più grande interprete della triplice disciplina di tutti i tempi: il californiano Mark Allen che a Nizza ha trionfato per ben dieci volte consecutive.

Indimenticabile è ad esempio la gara del 14 giugno 1992, quando Mark Allen raggiunse e superò proprio Yves Cordier, che prima di diventare organizzatore è stato un grande atleta con oltre cento vittorie in carriera, a 1600 metri dall’arrivo dopo che il transalpino aveva sognato per tutto il tempo la prima vittoria “in casa” e che ancora a 15 chilometri dalla fine aveva un vantaggio di sei minuti sul californiano…

Mark Allen, soprannominato “the grip” colui che non molla la presa, corre gli ultimi tre chilometri in 9’30’’. Supremo omaggio del vincitore all’avversario battuto: « È stata la più bella corsa della mia carriera”, dirà Allen una volta tagliato il traguardo. “Perché è stata la più dura di tutte. Più dura anche delle Hawaii del 1989 quando ho battuto Dave Scott per la prima volta». Quel che è certo è che quelli furono periodi straordinari per il triathlon, proprio grazie alla presenza di grandi campioni come Allen, Cordier, Rob Barel (presente quest’anno tra gli “age-grouper”) e altri ancora. Periodi che hanno lanciato il triathlon nel mondo e che forse risulteranno irripetibili.

Starting list di alto livello

Saranno diversi gli atleti che si contenderanno la vittoria domenica sulla Promenade des Anglais. Ci sarà anzitutto il vincitore della passata edizione, ovvero l’iberico Victor Del Corral, che lo scorso anno fu protagonista di una straordinaria frazione a piedi che gli permise di rimontare tutti gli avversari e di chiudere a braccia alzate in otto ore e trenta esatte. Tra i concorrenti più agguerriti del 37enne catalano ci saranno il belga Frederick Van Lierde, già tre volte vincitore a Nizza (2011, 2012, 2013) e primo alle Hawaii nel 2013, l’italiano Alessandro De Gasperi (nella foto sotto, a destra), secondo quest’anno a Lanzarote ed Eneko Llanos che malgrado i suoi quarant’anni è ancora molto competitivo, ne fa stato il suo recente secondo posto all’IRONMN Austria alle spalle del fenomeno tedesco Jan Frodeno.

Tra le donne non ci sarà quasi certamente la svizzera Emma Bilham, seconda lo scorso anno, che soffre di un problema al piede che non le permette di correre la frazione conclusiva. Tra le favorite spiccano quindi ora i nomi di Lisa Roberts, Carrie Lester e Annabel Luxford (nella foto sotto, a sinistra) che cercheranno di succedere alla belga Tine Deckers, prima lo scorso anno.

In totale gli atleti al via saranno 2000 in rappresentanza di ben 67 nazioni. 43 gli atleti professionisti.

STARTING LIST PRO

STARTING LIST AGE GROUPE

Un percorso tra i più suggestivi

Come detto quello di Nizza è ritenuto il miglior IRONMAN a livello europeo. A fare la differenza è certamente il percorso in bicicletta che benché piuttosto impegnativo (180 km con 1800 metri di dislivello) è straordinariamente bello e suggestivo.

La prova avrà inizio alle 6.30 del mattino con gli atleti pro che si lasceranno dalla Plage du Centenaire nelle acque azzurre del Mediterraneo per effettuare un percorso di 3,8 km comprendente due giri. Il percorso in bici porterà quindi gli atleti nell’entroterra “niçois” toccando dei villaggi pittoreschi. Infine la maratona di 42,2 chilometri, che si svilupperà su quattro giri di andata-ritorno lungo la Promenade dove sono attesi decine di migliaia di spettatori.

L’IRONMAN France-Nice assegnerà 40 slots per i Campionati del Mondo IRONMAN de Kailua Kona alle Hawaii.

Nizza, da ultimo, è stata recentemente designata la città che ospiterà nel 2019 i Campionati del Mondo IRONMAN 70.3.

L’IRONMAN France Nice, eletto miglior IRONMAN en Europe en 2016 dagli atleti, sarà quindi senza alcun dubbio una grande festa sportiva. In attesa del 2018 e del ritorno alla data abituale (fine giugno) così come della prima edizione dell’IRONMAN 70.3 Nice, l’edizione 2017 renderà omaggio alle vittime e ai loro famigliari.

Fonte: Triathlon, che passione!

Foto: Getty Images

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Una bella intervista su Rete Uno

È andata in onda oggi la bella intervista che ho fatto per Rete Uno, la principale emittente radiofonica della Svizzera italiana.

Sollecitato dalle argute domande di Antonio Bolzani ho potuto presentare il mio ultimo libro dedicato alle salite del Ticino e intitolato In bicicletta su e giù per il Ticino.

A dire il vero, più che un’intervista vera e propria è stata una simpatica chiacchierata dove spero di avere dato qualche utile informazione, ma soprattutto di essere riuscito a motivare gli amici appassionati di bicicletta a salire, almeno una volta, su tutte e 26 le salite descritte nel libro.

Ecco, di seguito la presentazione della trasmissione che era dedicata a un tema bello e importante: “Tra benessere e natura“.

“Anche questa domenica ci soffermeremo sulle bellezze naturali, paesaggistiche, lacustri, alpine e artistiche della Svizzera italiana. Andrea Cattaneo, Ely Riva e Lorenzo Beretta Piccoli ci parleranno delle meraviglie delle montagne e dei laghi. Insieme ad Antonio Bolzani, andremo alla scoperta del libro di Nicola Pfund, una preziosa guida che contiene la descrizione di 26 salite del Cantone Ticino e del Moesano, dai passi alpini fino alla regione dei laghi. Durante la mattinata si andrà anche alla ricerca del benessere con una passeggiata a Sessa attraverso il sentiero dell’acqua ripensata, non mancherà un “tuffo” nel passato con un documentario dal titolo “Dove i ticinesi hanno i piedi nel mare”. Ritornano, a grande richiesta, anche le vostre dediche e i vostri saluti in diretta.”

Link

In bicicletta su e giù per il Ticino (scheda libro)

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Quando lo sport è un’avventura umana

Christophe Santini e Kévin Roustand competono all’Ironman France-Nice del 5 giugno 2016. Kevin è paraplegico dalla nascita. Il suo sogno è quello di diventare un Ironman.

Un sogno che si è realizzato grazie, appunto, a Christophe Santini, 46enne francese già quattro volte “finisher” a Nizza. Santini ha condotto Kevin lungo tutto il percorso dell’Ironman, chiudendo nel tempo di 14 ore trenta minuti e 59 secondi.

L’idea di partecipare a questa sfida nasce dalla visione del film “The Finisher” in cui si racconta la storia di Julien, un diciassettenne costretto su una sedia a rotella a causa di una paralisi cerebrale. E che proprio per realizzare un suo sogno parteciperà insieme al padre all’Ironman France di Nizza, una delle competizioni sportive più impegnative al mondo.

La prova è di per sé ardua per ciascun concorrente, ma diventa quasi impossibile se bisogna anche aiutare un giovane disabile. Ma questo non ha scoraggiato Christophe, come detto uno sportivo che vanta una grossa esperienza nel triathlon. Così la mattina del 5 giugno si lancia insieme agli altri tremila concorrenti percorrendo dapprima i 3,8 km a nuoto, poi i 180 km in bici e infine i 42,195 della maratona portando con sé Kévin, 23 anni, paraplegico dalla nascita.

Una sfida sportiva, ma soprattutto un’avventura umana formidabile, sostenuta anche da diverse associazioni umanitarie.

Christophe ha dovuto dapprima attraversare la baia degli Angeli a nuoto trainando Kévin su un piccolo canotto. In seguito è in bicicletta che Christophe ha condotto Kévin. I due compagni d’avventura hanno percorso insieme i 180 chilometri nell’entroterra niçoise superando ben 2000 metri di dislivello, con la bicicletta e la seggiola attaccate. Infine la maratona sulla Promenade des Anglais, con il passeggino sul quale stava seduto Kévin trainato a corsa da Christophe.

Una sfida riuscita, come detto. Dopo oltre 14 ore di sforzo Kévin taglia finalmente la linea del traguardo accompagnato da Christophe chiudendo entrambi un’avventura che resterà certamente tra i ricordi più forti e belli della loro vita.

Foto: Getty Images

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Sasha Caterina cade in bici: addio Europei!

In occasione della rassegna europea riservata alla categoria “Youth” in corso di svolgimento a Panevezys in Lituania, Sasha Caterina, giovane promessa del triathlon ticinese, è purtroppo caduto durante la tratta in bici nelle prove di qualifica odierne che servivano da selezione per accedere alla finale di sabato.

Per il portacolori del TriUnion, che ha perso il controllo della bici in una curva a causa del fondo bagnato, nulla di grave solo il rammarico di non aver potuto portare a termine la prova, per la quale era certamente tra i maggiori favoriti. Sasha aveva infatti già partecipato agli europei di categoria lo scorso anno a Tiszaujvaros, in Ungheria, giungendo undicesimo assoluto, a poco meno di un minuto dal vincitore.

Quest’anno però la situazione era diversa, non solo perché Sasha ha avuto un anno per maturare, ma anche perché ha dimostrato fino ad oggi di essere migliorato notevolmente. A questo proposito ricordiamo che solo tre settimane fa il minusiense aveva brillato nei Campionati Europei Junior di Kitzbühel dove aveva terminato al 25mo rango assoluto, malgrado il confronto fosse con ragazzi di uno o due anni più anziani.

Per lui ora è tempo di guardare avanti, in particolare ai Campionati svizzeri che si terranno a Nyon ad inizio agosto.

La comitiva svizzera presente a Panevezys, una città di oltre centomila abitanti, la quinta più popolosa della Lituania, comprende oltre a Sasha altri cinque giovani atleti, tutti alla loro prima esperienza in un Campionato europeo Youth: si tratta di Manuel Dal Ben e Freddie Staal tra i ragazzi e di Nora GmürCathia Schär e Anja Weber tra le ragazze.

Tutte e tre le ragazze hanno brillantemente superato le selezioni odierne giungendo quarte nelle rispettive batterie ed accedendo così direttamente alla finale di sabato, mentre sul fronte dei ragazzi sia Manuel Dal Ben che Freddie Staal sono stati esclusi.

La presenza di giovani di entrambi i sessi permetterà alla nostra nazionale di partecipare anche alla staffetta mista di domenica.

Risultati live (per le prove del weekend)

LinkPanevezys ETU Triathlon Youth European

Fonte: Triathlon, che passione!

Foto: Swiss triathlon

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Nicola Pfund, filosofo del benessere

“Nicola Pfund è stato definito il “filosofo del benessere” perché è riuscito a conciliare la passione per lo sport e il talento per la scrittura, la salute del corpo e quello della mente”.

Iniziava così un’intervista che mi fu fatta dal giornalista Roberto Roveda per la rubrica Vitae apparsa su “Ticinosette” del 31 ottobre 2014. Una definizione nella quale mi ritrovo pienamente e che posso confermare attraverso le mie pubblicazioni, tutte incentrate attorno a questa idea di fondo. Ecco, di seguito, l’intervista integrale come venne pubblicata sul settimanale in quell’occasione.

DUE GRANDI PASSIONI

“Un momento chiave nella mia vita è stato quando ho potuto unire le mie due grandi passioni, l’attività fisica e la scrittura, cominciando a scrivere storie che parlassero di sport. Ho trascorso una vita all’insegna dell’attività fisica e dei libri, della sapienza del corpo e di quella della mente. Penso che l’una si alimenti con l’altra. L’altro mio centro di interesse è l’insegnamento. Oggi che sono docente, giornalista e scrittore posso dire di aver fatto nella vita quello che ho voluto veramente e che era nella mia natura.

LO SPORT

Partiamo dallo sport. Questa passione è nata da bambino, quando la sera giocavo con gli amici per strada, nel quartiere. Si costruivano capanne, si giocava a calcio, si andava in bicicletta. Una vera scuola di vita, dove ci si organizzava da soli, tra ragazzi. In gioventù ho praticato diversi sport: judo, ginnastica, nuoto, pallacanestro e infine triathlon. C’è, o ci dovrebbe essere, una spinta interna che porta a un’evoluzione anche nello sport, verso una maggiore consapevolezza. Io l’ho trovata negli sport di resistenza, soprattutto nel triathlon, una disciplina che si suddivide tra nuoto, bicicletta e corsa. Se all’inizio lo sport per me era soprattutto gareggiare, con il tempo mi sono scrollato di dosso la competitività, per apprezzare altro: la soddisfazione di raggiungere un obiettivo e quel benessere indescrivibile che regala l’attività fisica. Lo sport mi ha dato tanto: soddisfazioni vere e sincere, essenzialità, un senso grande e profondo di libertà, ma soprattutto salute e benessere. E poi mi ha dato l’ispirazione per scrivere i miei libri.

LA SCRITTURA E LO STUDIO

Per quanto riguarda la scrittura e lo studio in generale, da ragazzo ho vissuto l’approccio alla cultura in maniera un po’ “meccanica”, più per dovere che per piacere. Dopo le scuole magistrali ho studiato Filosofia per diventare bibliotecario, ed è stato durante la preparazione del mio lavoro di diploma alla Biblioteca nazionale di Berna che è avvenuta la svolta: ho provato quel piacere fine a se stesso di conoscere, di confrontarsi con il pensiero degli altri per costruire la propria verità e individuarsi meglio come persone. In quel momento, da ricettore passivo nell’ambito del sapere, sono diventato insaziabile fruitore di dati, notizie e aneddoti di ogni tipo. Prima attraverso i libri e le enciclopedie, poi sempre di più attraverso la Rete. Da questa esperienza è nato il desiderio di aiutare i ragazzi nei loro studi e così ho preparato un manuale di consigli su come svolgere le ricerche a scuola (Fare ricerca a scuola): un’attività, quella della ricerca, che può dare ai ragazzi grandi soddisfazioni e dare un senso al loro studio. In seguito ho scritto altri libri, tra cui quello storico sul mio quartiere di Breganzona, e poi libri dedicati allo sport, primo fra tutti quello sul triathlon. In seguito sono usciti i libri dei racconti e delle descrizioni dei miei tour in bicicletta attraverso la Svizzera e infine sono arrivati la Filosofia del Jogger e A-Z fitness, un prontuario su salute e benessere che punta ad apprezzare il movimento al di là dell’aspetto competitivo. Due anni fa ho iniziato anche a tenere un blog che mi sta dando grandi soddisfazioni.

FILOSOFO DEL BENESSERE

Mi hanno definito il “filosofo del benessere”: una definizione nella quale mi ci ritrovo. Ma il benessere per me non significa semplicemente agiatezza, o assenza di malattia. È anche questo, ma il concetto è molto più ampio e comprende lo sforzo, la capacità di mettersi in gioco, l’impegno per ottenere un obiettivo davvero voluto. Alla base del benessere c’è un percorso consapevole che mira a tirar fuori il meglio di sé, un po’ come, nell’antica Grecia, la coltivazione dell’areté: l’eccellenza umana. Il termine “areté” tradotto indica la “virtù”, ma il significato è più vicino a “essere il meglio che puoi”. In altre parole, promuovere l’areté significa che ognuno deve assumersi la responsabilità di essere il meglio di sé, di esprimere al massimo le proprie potenzialità. A mio parere questo concetto dovrebbe essere il punto di riferimento nei programmi scolastici e nello sport. Io cerco di promuovere questa idea di fondo nei miei libri, anzi, tutto il mio percorso esistenziale si è mosso in questa direzione.”

Testimonianza raccolta da Roberto Roveda

Fonte: Ticinosette, 31 ottobre 2014

Foto: copyright © Nicola Pfund

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