Un mondo a due ruote anche d’autunno? “Millevoci” 2.10.2017

Un mondo a due ruote anche d’autunno?

È questo il titolo che è stato dato alla puntata del 2 ottobre di “Millevoci”, puntata trasmessa da Rete Uno della nostra Radiotelevisione di lingua italiana. “Millevoci” è certamente una delle trasmissioni più seguite, forse la più seguita in assoluto vista la fascia oraria (dalle 11 a mezzogiorno) dell’emittente radiofonica svizzera italiana (seguita anche oltralpe e nel nord Italia) ed è quindi stato un onore, per me, avervi preso parte ed esservi stato invitato.

L’esperienza è stata oltremodo positiva sotto ogni punto di vista. Durante l’ora in diretta ho potuto parlare, credo con discreta disinvoltura grazie anche alla bravura di Nicola Colotti, il conduttore della trasmissione, di temi che mi stanno a cuore, in particolare legati al mondo della bicicletta e alla mobilità dolce.

Oltre a me ha partecipato alla trasmissione un membro del comitato di Provelo Ticino, il meteorologo Matteo Buzzi, che in collegamento telefonico ha proposto delle interessanti e pertinenti osservazioni.

La puntata può essere riascoltata facendo click sul seguente link:

https://www.rsi.ch/rete-uno/programmi/intrattenimento/millevoci/Un-mondo-a-due-ruote-anche-d%E2%80%99autunno-9540517.html

Di seguito ecco le righe di presentazione alla puntata preparate dai responsabili del programma radiofonico.

“Un libro, una bicicletta e un appassionato sportivo. La passione è quella per il territorio della Svizzera italiana descritto attraverso 26 itinerari da percorrere in sella a un mezzo tra i più ecologici. “In bicicletta su e giù per il Ticino” di Nicola Pfund non fa che confermare, con il suo successo in libreria, una tendenza in atto ormai da qualche anno, quella di una regione che potrebbe diventare sempre più (ma a certe condizioni) terra di amanti della pedalata.

Non soltanto sentieri per camminare dunque, ma anche strade e percorsi ciclabili, meglio se fuori dai centri urbani congestionati dal traffico. E non soltanto d’estate. Da dove viene questa voglia di bicicletta che contagia sempre più persone di tutte le età? Quali prospettive apre, anche dal punto di vista turistico oltre che ecologico, ricordando che la bicicletta è un efficiente mezzo di trasporto?

Ospiti:
Nicola Pfund, docente alle Scuole professionali, atleta, scrittore
Matteo Buzzi, meteorologo, membro di comitato di Provelo Ticino”

Link: Un mondo a due ruote anche d’autunno?

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“Mancano piste e buonsenso” l’opinione di Nicola Pfund

Su settimanale “Il Caffè”  di domenica 15 ottobre 2017 è apparso un interessante contributo dedicato alla “mobilità dolce”. In particolare l’attenzione è stata rivolta all’uso della bicicletta e alle sue problematiche che si possono vedere in Ticino.

Da noi la sensibilità verso l’uso della bicicletta, soprattutto nei centri urbani come Lugano, ma non solo, non è molto sviluppata. Ne consegue che il ciclista si trova spesso in situazioni di oggettivo pericolo.

Una problematica che tocca soprattutto i “neociclisti” ovvero coloro che decidono di inforcare una bicicletta magari avendo già una certa età e dopo anni che non veniva utilizzata, in particolare attratti dalla praticità e comodità delle e-bike.

Insomma, sembra che di questi tempi non passa giorno senza che si parli di qualcosa che concerne la bicicletta e il suo utilizzo in Ticino. Penso che in parte sia anche da ascrivere, e lo dico senza falsa modestia, al successo del mio volume In bicicletta su e giù per il Ticino, ancora oggi, quindi ad Autunno inoltrato, tra i più venduti in Ticino ma anche nella vicina Italia.

Nell’articolo del “Caffè” sono stato intervistato anch’io e quindi potete trovate anche alcune mie impressioni sull’uso e le difficoltà che incontrano i ciclisti in particolare nelle zone cittadine. A questo proposito devo fare un plauso alla redattrice per la fedeltà con cui ha riportato le mie affermazioni date per telefono.

Unico aspetto da sottolineare… la foto che mi ritrae fedelmente sì, ma come ero qualche anno fa, sicuramente molto più giovane di come sono oggi… ma in fondo va bene così 🙂

Link al librohttp://nicolapfund.ch/portfolio/in-bicicletta-su-e-giu-per-il-ticino/

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“In sella e in salita”, Nicola Pfund su Cooperazione

Questa settimana su Cooperazione un bel reportage su di me e il mio ultimo libro In bicicletta su e giù per il Ticino. Con la redattrice Raffaela Brignoni abbiamo percorso insieme un itinerario descritto nel volume, quello che da Biasca porta ad Aquila in Val di Blenio e ritorna di nuovo a Biasca.

Ne è uscito questo bel pezzo molto fedele all’esperienza vissuta tre settimane fa circa in Val di Blenio, in compagnia anche del bravo fotografo locarnese Massimo Pedrazzini che mi ha “immortalato” nelle immagini che potete vedere dell’articolo.

Buona lettura!

PS: Per leggere con calma fate click sull’immagine e poi ingrandite 🙂

Linkhttp://www.cooperazione.ch/In+sella+e+in+salita

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«Le pedalate, iniezioni di buonumore», con Nicola Pfund

Ripropongo di seguito una bella intervista che feci nel 2012 per il settimanale Cooperazione, in occasione dell’uscita del libro “Sui passi in bicicletta” (Fontana Edizioni). Lo faccio anche in ricordo di un bel pomeriggio passato insieme alla brava redattrice Raffaela Brignoni al “mitico” Tea Room Beffa di Airolo.

LE PEDALATE, INIEZIONI DI BUONUMORE

Nicola Pfund, è insegnante e ciclista appassionato. Ha scalato più volte i principali passi elvetici e recentemente ha pubblicato un libro.

Lo incontro nello storico tea-room Beffa di Airolo. Sta conversando con un anziano signore del paese, appassionato anche lui di bicicletta. «È lui che mi ha raccontato che ogni tornante della Tremola porta un nome» mi spiega Nicola Pfund, in maglietta e pantaloncini, sfoggiando una bella abbronzatura. Nicola è insegnante di cultura generale. Dopo qualche giorno in Costa Azzurra, è venuto a prendere dimora nella sua residenza estiva. «Ho fatto la mia “transumanza” annuale ieri, da Breganzona a Prato Leventina». Una sorta di rituale che svolge in bicicletta. «Mah, ci avrò messo un po’ meno di tre ore. Non ne tengo più conto, non è come le prime volte quando, da buon sportivo, ero più attento ai tempi di percorrenza. Vedi? Non porto nemmeno l’orologio!» dice sorridendo Nicola. Se lo prendi per un pazzo della bicicletta, lui ti fa sentire un pazzo di pigrizia: «È chiaro, ci vuole un po’ di preparazione, ma tutti ce la possono fare. Con la bicicletta è come con l’appetito. Vien mangiando». Te lo dice con una leggerezza tale da credere di poter affrontare anche tu la Tremola, chiamando ogni tornante con il proprio nome, dopo qualche settimana di allenamento. Nicola macina chilometri in sella alla sua bicicletta.

La Svizzera la percorre in lungo e in largo da oltre 20 anni, cimentandosi spesso anche sui passi, alcuni scalati anche più volte. Ma macina anche libri per documentarsi sulla storia dei luoghi che visita. «La Svizzera è una vera e propria goduria per chi ama pedalare. Le strade sono in buone condizioni, ci sono molti passi e, con il ritmo della pedalata, ti prendi anche il tempo di guardarti attorno e vedi un sacco di cose cui non fai caso quando viaggi in auto». E queste esperienze, Nicola le racconta nel libro che ha pubblicato in maggio. «Ci ho messo tre anni a scriverlo. Ho anche scattato quasi tutte le foto che vi sono all’interno, è un lavoro che prende tempo. Devi cercare la giornata giusta e trovarti nel punto migliore per scattare una bella foto», spiega sfogliando il libro che conosce a menadito, come le strade che ha percorso per scriverlo.

Nonostante l’indubbia onestà con cui Nicola parla del piacere che si prova a pedalare in salita per decine di chilometri («le pedalate sono iniezioni di buonumore e benessere»), non si può non chiedersi da dove gli sia venuta questa passione per la bicicletta. «Mio nonno, negli anni Venti, è stato buon dilettante, ha vinto numerose gare anche a livello nazionale. Mi ricordo che da piccolo aggiustavamo insieme le biciclette. Ma da giovane ero attirato più dallo sport praticato come gioco. Ho iniziato con il basket. Solo più tardi ho cominciato le attività di resistenza. Sono stato tra i primi a praticare il triathlon in Ticino e ho sempre fatto bicicletta. In estate pedalo quasi tutti i giorni, ma comunque continuo sia con la corsa sia con il nuoto. Non faccio sport spinto dalla voglia di superare dei record. Lo sport per me è la soddisfazione di arrivare in cima ad un passo, di aver acquisito la capacità – la resistenza e la forza fisica e mentale – per farlo. Andare in bicicletta è anche un mezzo per conoscermi meglio. Lontano dai piccoli problemi della vita quotidiana, mi ricentro su me stesso: è una forma di meditazione. Non ho bisogno di andare in Tibet per questo. E poi, percorrendo più volte i passi, inizi a conoscerli.

Ognuno ha una sua personalità e ogni volta che lo affronti, scopri  cose nuove, e la tua conoscenza si fa più ricca di sfumature. Quando salgo il Gottardo e mi avvicino alla vetta, sento dei sibili, come dei sussurri. È il vento, ma per me è come se fossero le voci di tutti quelli che nel passato hanno attraversato questo passo, anche in condizioni avverse. È incredibile pensare a tutti i destini che sono passati di qui: imperatori, papi, re, eserciti, emigranti, gli operai stessi che hanno costruito la strada. Nella fretta di tutti i giorni ci dimentichiamo di queste cose».

Pesa bene le parole Nicola, lo si immagina concentrato e assorto nel paesaggio, attento all’eco del passato, ma è anche una persona estremamente socievole e il ciclismo non è forse uno sport per lupi solitari? «No, a furia di fare i passi poi conosci gente. Ci sono altri appassionati della bicicletta che ho conosciuto sulla strada, abbiamo mantenuto i contatti e succede che ci mettiamo d’accordo per fare un’escursione insieme. Una volta, salendo la Tremola, ho conosciuto un giovane cicloturista tedesco. Era andato fino a Roma e stava tornando a casa.

Pedalando abbiamo avuto una bellissima conversazione: quando pedali, i contatti che crei sono più sinceri, più autentici. Inoltre, la bicicletta è un eccellente passe-partout: ovunque tu ti presenti in bicicletta sei il benvenuto. Capita, girando nel nostro paese, che una contadina ti offra del latte appena munto, che la gente ti accolga a braccia aperte». Le parole di Nicola, suonano come un invito a inforcare la bici e fare un tour de Suisse, alla scoperta di paesaggi, di persone e della nostra storia. O di provarci almeno, senza timore di prestazioni o di risultati, ma giusto per lo sfizio di sapere fin dove ci possono portare le gambe, letteralmente, passo dopo passo, tappa dopo tappa.

Fonte: Cooperazione, N. 30 del 24 luglio 2012, pp. 78-79

Testo: Raffaela Brignoni

Foto: Massimo Pedrazzini

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Una bella intervista su Rete Uno

È andata in onda oggi la bella intervista che ho fatto per Rete Uno, la principale emittente radiofonica della Svizzera italiana.

Sollecitato dalle argute domande di Antonio Bolzani ho potuto presentare il mio ultimo libro dedicato alle salite del Ticino e intitolato In bicicletta su e giù per il Ticino.

A dire il vero, più che un’intervista vera e propria è stata una simpatica chiacchierata dove spero di avere dato qualche utile informazione, ma soprattutto di essere riuscito a motivare gli amici appassionati di bicicletta a salire, almeno una volta, su tutte e 26 le salite descritte nel libro.

Ecco, di seguito la presentazione della trasmissione che era dedicata a un tema bello e importante: “Tra benessere e natura“.

“Anche questa domenica ci soffermeremo sulle bellezze naturali, paesaggistiche, lacustri, alpine e artistiche della Svizzera italiana. Andrea Cattaneo, Ely Riva e Lorenzo Beretta Piccoli ci parleranno delle meraviglie delle montagne e dei laghi. Insieme ad Antonio Bolzani, andremo alla scoperta del libro di Nicola Pfund, una preziosa guida che contiene la descrizione di 26 salite del Cantone Ticino e del Moesano, dai passi alpini fino alla regione dei laghi. Durante la mattinata si andrà anche alla ricerca del benessere con una passeggiata a Sessa attraverso il sentiero dell’acqua ripensata, non mancherà un “tuffo” nel passato con un documentario dal titolo “Dove i ticinesi hanno i piedi nel mare”. Ritornano, a grande richiesta, anche le vostre dediche e i vostri saluti in diretta.”

Link

In bicicletta su e giù per il Ticino (scheda libro)

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La soddisfazione del lavoro ben fatto

La soddisfazione per il lavoro ben fatto

Ammettiamolo. Fa piacere essere informati già al mattino di buon’ora, tramite un tweet (oggi i social media ti tengono aggiornato quasi in tempo reale), che l’articolo che hai preparato per il quotidiano con cui collabori (ormai da un ventennio…) è stato apprezzato. A me è capitato proprio stamane. C’è sempre una certa attesa, da parte di chi scrive, come nel mio caso, in qualità di collaboratore esterno (quindi non attivo direttamente in redazione), su come il “pezzo” verrà trattato e pubblicato.

Non sempre si può chiedere di apparire “in apertura” di pagina, di coprire grandi spazi, perché gli eventi sportivi sono molti, sia a livello nazionale che internazionale e locale. Molti, questo aspetto, non lo capiscono e non lo vedono, magari lamentandosi con le redazioni perché una notizia che stava a cuore non è stata pubblicata o non ha avuto il risalto sperato. Devo però dire che nel mio caso ho spesso la soddisfazione di vedere i miei articoli in bella evidenza, come è successo oggi per il “lancio” della StraLugano 2017.

La soddisfazione, in questi casi, è doppia. Anzi tripla. Per me senz’altro, per lo meno per il lavoro che c’è stato e che non è sempre evidente, ma soprattutto per i partecipanti e gli organizzatori della StraLugano, nonché per la brava atleta raffigurata sulla foto, stavolta davvero in grande formato (ma lo merita!). Credo che tutto ciò si possa riassumere in una frase e cioè: “soddisfazione per il lavoro ben fatto”. Non solo da parte mia, come estensore dell’articolo, ma appunto anche da parte degli organizzatori e dei partecipanti medesimi che meritano di essere citati per quello che hanno fatto o faranno.

Devo infine ringraziare la redazione sportiva del “Corriere del Ticino” con la quale collaboro, come detto, da ormai diversi anni. Soprattutto con alcuni giornalisti, quelli più vicini all’area di interesse dei miei articoli, ho instaurato un rapporto che senza difficoltà definirei di bella amicizia. Un rapporto vero, autentico. Sportivo, appunto! Con alcuni di loro ho vissuto un’esperienza di vita che ricorderò sempre. Perché lo sport è così: ti regala sempre emozioni uniche che diventano ancora più belle se si possono condividere con gli altri, ad esempio pubblicandole in un articolo di giornale!

Nelle foto: Il mio contributo sul “Corriere del Ticino” di oggi alla StraLugano 2017 (sopra). Sotto la pagina facebook ufficiale della StarLugano con l’immagine che riprende l’articolo.

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