Da Grono a Santa Maria in Val Calanca su “ExtraSette”

DA GRONO A SANTA MARIA IN VAL CALANCA

Uno dei grandi privilegi per chi ama spostarsi in bicicletta è quello di permettere a chi vi si dedica di assaporare pienamente l’ebbrezza di aver percorso un tragitto con la sola forza delle proprie gambe e della sua determinazione, e di offrirgli la sensazione gratificante di essere stato il solo artefice della scoperta di un paesaggio o di un ambiente. Indovinare nel cielo velato del mattino i confini del luogo dove si arriverà e poi intravedere dietro di sé, nella luce abbagliante del mezzogiorno, da dove si era partiti qualche ora prima, sono emozioni che si rinnovano a ogni uscita…

Questo l’incipit del mio contributo di oggi su “ExtraSette”, supplemento del venerdì del “Corriere del Ticino”.

Come si può vedere il pezzo è dedicato alla salita che da Grono arriva fino a Santa Maria, in Val Calanca.

Buona lettura!

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Il lago di Costanza in bicicletta – Giorno 1 – Partenza da Costanza

“Dove vai?”, chiese al ciclista: “Porto a spasso il bambino che c’è in me…”

Questa mattina la sveglia ha suonato alle 5. Dovevo alzarmi presto se volevo raggiungere in auto la meta che mi ero riproposto, ovvero la città di Costanza, sul Bodensee, nel sud della Germania. Punto di partenza del mio giro del lago e del primo itinerario di quest’estate attraverso la Svizzera (e dintorni): 260 chilometri in tutto, che potrei anche “sciropparmi” in una sola giornata, ma che il buon senso (e forse l’età…) mi suggeriscono di dividere in tre tappe…

Parlo di Svizzera, ma nello stesso tempo vi scrivo dalla… Germania. In realtà il Bodensee tocca tre paesi: oltre a Svizzera e Germania anche l’Austria è interessata, benché per pochi chilometri di riva. È dunque un lago internazionale, anche se noi svizzeri lo sentiamo un po’ nostro.

In questo momento mi trovo proprio qui, a Costanza, una splendida città dai caratteri medievali, seduto a un tavolino di una altrettanto splendida pasticceria del centro storico, a scrivere questo primo post in questa mattina di luglio. Una cameriera molto gentile e dal bel sorriso mi ha appena servito un caffè con due croissant.

Li mangio prima con gli occhi e poi con la bocca, in quest’ultimo caso con un pizzico di voracità, tanto sono buoni. Il posto dove sono è fresco, l’aria è pulita e si sta bene. Capisco subito che è una giornata ideale per pedalare.

Per arrivare fin qui in auto ho impiegato circa tre ore e mezza passando dal San Bernardino sull’A13 e seguendo poi il corso del fiume Reno che, come un vecchio e caro amico, mi ha indicato la strada accompagnandomi a fino a Sankt Margrethen, nel canton San Gallo, dove mi ha salutato poco prima di immettersi nel lago.

Poi ancora qualche chilometro verso nord lungo la riva del lago fino a Kreuzlingen, la città svizzera che quasi si fonde con Costanza lungo un confine impossibile da decifrare.

Ho voglia di partire e di inforcare la mia bici. Penso ai viaggi del passato, tutti straordinariamente belli e appaganti. C’è sempre una gioia irresistibile nel partire, soprattutto nei primi colpi di pedale. Sembra di tornare bambini. Ricordo una frase azzeccatissima del vignettista Altan che nelle sue esperienze cicloturistiche, quando gli fu chiesto dove andava, disse semplicemente: “Porto a spasso il bambino che c’è in me!”.

Affermazione assolutamente veritiera, perché “risvegliare” il bambino che c’è in noi è fondamentale per guardare alla vita con occhi diversi, in un mondo che fa di tutto per spegnere ogni meraviglia. La persona che non si muove, che rimane tutto il tempo inchiodata a un divano o a una scrivania, perde secondo me la fantasia, non sogna più, non canta più, non legge più. A poco a poco si impoverisce, si imbruttisce, si inacidisce…

La bicicletta in questo è straordinaria, perché più di ogni altro mezzo di trasporto permette di riaccende i sensi, anzi di farli esplodere, e fa crescere ed esalta la voglia di vivere. Grazie a essa si viaggia in presa diretta con la natura, “nudi” in mezzo all’aria, alla luce, al canto degli uccelli, allo scroscio dei torrenti, non imballati, ad esempio, nella tremolante confezione di latta chiamata automobile.

Il ciclista penetra nella natura come il nuotatore nel lago o nel mare. Da una passeggiata in bicicletta esce quindi “bagnato” di paesaggio…

E poi ammettiamolo: di “meraviglie”, la nostra piccola ma bella Svizzera, ne ha davvero da offrire in abbondanza. Nelle sue montagne, nelle sue città, nei suoi laghi… tra cui appunto, il Bodensee, che in questi tre giorni voglio “circumnavigare” lungo le sue piste ciclabili, molto note e frequentate da turisti e ciclisti provenienti da tutta Europa.

Sono venuto qui perché il mio occhio, adesso, ha bisogno soprattutto di questo: di bei paesaggi, di laghi, di boschi e vallette, di prati e campi su cui riposare la vista. Nei quali ritrovare il vero senso della vita e disfarsi – perché no – di qualche tossina che inevitabilmente accumuliamo nel tran tran della vita quotidiana…

Si, ho bisogno di ombre nette, di colori smaltati, dell’aria sottile e fresca sulla pelle, del sole che riscalda la nuca. Perché davvero, la bellezza è medicina, cura e nutre la fame di senso dei nostri giorni. Ma la bellezza non esiste ovunque, anzi è piuttosto rara. In questi luoghi, in questi paesaggi idilliaci, se ne trova però in misura superiore che altrove.  Ne sono convinto!

Ma ora è tempo di guardare l’orologio. Ce n’è uno bello grande nel centro della piazza e indica le 9.30. È tempo di partire. Oggi mi aspetta la tratta verso nord in una delle due lingue del lago verso Stein am Rhein e ritorno. In tutto 75 chilometri. Una sorta di andata-ritorno e di tappa di rodaggio. Salgo dal lato svizzero e ritorno da quello tedesco. Ma alla fine sarò sempre a Costanza, dove stasera dormirò e avrò la possibilità di girare un po’ nella vecchia città (Altstadt Konstanz) che, devo ammetterlo, ora  sono davvero curioso di conoscere.

A presto!

LE TAPPE

Giorno 1

Periplo del braccio occidentale del lago (formato dai bacini dell’Untersee e dello Zeller See) di 75 km. La prima tappa fino al pranzo è breve (30 km in territorio svizzero); poi inizia la tratta germanica di 45 km fino al ritorno a Costanza.

Stein am Rhein è il luogo in cui il Reno esce dal lago per proseguire il suo corso; è l’estremo occidentale del Bodensee.

Luogo Km Totale
Costanza 0
Steckborn 20.5 20.5
Stein am Rhein 13 33.5
Horn 8 41.5
Allensbach 18 59.5
Costanza 15.5 75

 

Giorno 2

La prima tappa del periplo del lago vero e proprio si svolge interamente in territorio germanico: 111 km con partenza da Costanza e arrivo sull’isola di Lindau. Porto con me un sacco con i vestiti di ricambio.

Una volta uscito dalla città di Costanza, il tratto fra l’isola di Mainau e l’estremo nord del lago è collinare, con alcuni saliscendi; il resto del percorso si svolge lungo la costa ed è in gran parte pianeggiante, su strade secondarie o su piste ciclabili.

Luogo km Totale
Costanza 0
Dingelsdorf 14 14
Liggeringen 13 27
Ludwigshafen 10.5 38.5
Uberlingen 10 48.5
Meersburg 16 64.5
Friedrichshafen 16.5 81
Langenargen 10 91
Lindau 20 111

 

Giorno 3

Si prosegue verso la frontiera austriaca, la foce del primo tratto del Reno nel Bodensee e la sponda occidentale del lago, risalendo fino a Kreuzlingen. La tappa misura 75 km, tutti pianeggianti. A Bregenz si tocca l’estremo sudorientale del lago. Se lungo la costa occidentale il percorso rimane quasi interamente su piste ciclabili, nella parte meridionale si viaggia su strade principali; in alternativa si possono seguire le piccole strade di campagna o le strade principali, tutte fornite di corsia ciclabile.

Luogo km Totale
Lindau 0
Bregenz 9 9
Fussach 8.5 17.5
Gaissau 10.5 28
Rorschach 9.5 37.5
Romanshorn 16 53.5
Müsterlingen 13.5 67
Kreuzlingen 6 75

 

Maggiori infohttps://www.bodensee-radweg.com/

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“Nell’antico cuore del Ticino”, oggi su “ExtraSette”

Oggi su “ExtraSette” (supplemento del “Corriere”) trovate la descrizione della salita di Mergoscia molto frequentata dai cicloamatori, perché non troppo impegnativa, ma pure ricca di interesse: a cominciare dalla diga imponente che si vede salendo e che ha creato il lago di Vogorno con le acque della Verzasca.

Lo sapevate inoltre che Mergoscia era il centro geografico del Ticino ed è luogo d’origine di Piero Bianconi, uno dei più interessanti scrittori del passato? Insomma, tante cose da vedere e scoprire in bicicletta!

Buona lettura e uno splendido w.e.

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“Purificarsi sul Monte Bar”, oggi su ExtraSette

PURIFICARSI SUL MONTE BAR

“Purificarsi sul Monte Bar”: è questo il titolo – non è stato indicato da me, ma lo trovo oltremodo azzeccato! – del mio ultimo contributo apparso oggi su “ExtraSette” (supplemento del venerdì del “Corriere del Ticino”).

Perché si tratta di un titolo azzeccato è presto detto ed è facile da spiegare: ogni uscita in bicicletta rappresenta davvero in qualche modo una piccola purificazione personale. Di corpo e mente. Pedalando e sudando, immergendoci nel luogo che attraversiamo e liberando la mente, ci disfiamo delle tossine negative che abbiamo accumulato, spesso senza rendercene conto, durante la giornata.

Inforcare la bicicletta la sera e partire verso il Monte Bar, per prendere una montagna molto amata nelle vicinanze della Città di Lugano, significa andare verso una piccola “resurrezione” personale. In molti, soprattutto in chi non fa sport con regolarità, faticano a comprendere di cosa si tratta. Bisogna davvero provare per credere.

Bisogna entrare in quel “circolo virtuoso” del benessere, superare il periodo di adattamento iniziale che ogni attività sportiva comporta, per apprezzare veramente la fatica fisica. Allora anche una salita impegnativa come quella al Monte Bar non la guarderemo più con timore e forse con un pizzico di ostilità.

La guarderemo invece come se fosse la nostra salvezza, la riconquista del nostro io autentico che spesso e con facilità si disperde e viene soffocato nell’angusta quotidianità.

Buona lettura e buon w.e.!

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Passi alpini svizzeri riservati ai ciclisti durante l’estate!

Ogni tanto una bella notizia!

Come quella annunciata negli scorsi giorni da Svizzera Turismo: dieci passi alpini in tutta la Svizzera saranno chiusi al traffico nei prossimi mesi e riservati esclusivamente ai ciclisti.

Il passo del Susten (2260 m) che collega il canton Uri con il canton Berna inaugurerà la serie proprio questo weekend (26-27 maggio).

I passi alpini saranno chiusi ai veicoli motorizzati sia il sabato che la domenica.

DAL GOTTARDO AL PILLON

L’iniziativa sarà seguita in luglio dalla Granfondo San Gottardo, con la chiusura del Gottardo (2106 m), della Furka (2429 m) e della Nufenen (2478 m).

In agosto il Col des Mosses, il Pillon e il Col de la Croix saranno a loro volta interessati da questa iniziativa, così come la Désalpe Reichenbach e il Passo della Gueulaz in settembre.

Da notare che in Svizzera, 17 passi alpini che superano i 2000 metri d’altitudine attirano appassionati della bicicletta da tutto il mondo.

In estate, quasi 1,5 milioni di turisti (il 19,4%) praticano il ciclismo durante il loro soggiorno, secondo i dati rilevati da Svizzera Turismo nel 2017.

Oltre i due terzi dei percorsi in bicicletta sono effettuati nella regione delle montagne, in particolare proprio sui passi alpini.

Tenuto conto di questa bella novità, non posso che approfittare per segnalare a tutti gli appassionati la mia guida dei passi svizzeri in bicicletta, utile per chiunque voglia assaporare queste splendide salite.

Leggi anche: Sui passi in bicicletta; La Svizzera in bicicletta; In bicicletta su e giù per il Ticino

FotoN. Pfund

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“Dal Ceresio al San Grato”, oggi su “ExtraSette”

UNA DOMENICA AL PARCO SAN GRATO

Ci sono luoghi che abbiamo percorso tante volte in bicicletta e che malgrado questo non ci stancano mai. Perché ogni volta ci rivelano qualcosa di nuovo e inaspettato, qualcosa di bello e sorprendente. Nella natura, nelle sfumature del cielo, nei contorni delle montagne che vediamo in lontananza. La salita che porta al Monte Arbostora, partendo da Vico Morcote Lago, è senz’altro uno di quelli…

Il mio contributo di oggi su “ExtraSette” (p. 16), nella rubrica “Il benessere dello sport” è dedicato a una descrizione della salita di Carona, tra le più belle in assoluto del Luganese e di tutto quanto il Ticino. Buona lettura!

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“Ticino, terra di ciclismo”, oggi su “ExtraSette”

TICINO, TERRA DI CICLISMO

È giustamente chiamata “terra di ciclismo”, con riferimento soprattutto ai Campionati del mondo organizzati a Lugano nel 1996 e a Mendrisio nel 2009. Uno slogan quanto mai azzeccato per il nostro Ticino e che viene confermato dall’enorme diffusione delle due ruote su tutto il territorio, che si presta in maniera magnifica ad essere percorso e conosciuto dal sellino, appunto, di una bicicletta…

Questo l’incipit del mio articolo su “ExtraSette”, supplemento del venerdì del Corriere del Ticino, nella mia rubrica “Il benessere dello sport”. Buona lettura!

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Yuri, ciclo-viaggiatore alla scoperta del mondo

Di lui ho sentito parlare per la prima volta di recente, grazie a una bella intervista pubblicata sul “Corriere del Ticino” e realizzata dalla giornalista Chiara Nacaroglu. Mi riferisco a Yuri Monaco, 27enne operatore sociale di Vaglio, che mi è subito parso un personaggio interessante, da conoscere. La ragione? Semplice, ha avuto il coraggio, alla fine del 2017, di abbandonare l’auto per muoversi esclusivamente in bicicletta! Tutti i giorni. Con qualsiasi tempo. Per andare al lavoro e a scuola. Quindi fino a Barbengo, nel primo caso, e addirittura a Mendrisio nel secondo. Insomma, non proprio fuori casa… e da gennaio ad oggi ha già macinato ben 1800 chilometri!

Sapendo della sua frequenza alla Scuola per operatori sociali di Mendrisio, poco lontana dalla mia sede di lavoro, ho voluto approfittarne per proporgli di incontrarci. Cosa che è avvenuta puntualmente, venerdì 2 marzo, tra l’altro in una giornata imbiancata da una copiosa nevicata… Ci si poteva quindi aspettare che a causa delle condizioni “estreme”, Yuri avesse per una volta rinunciato alla sua bicicletta per un altro mezzo di trasporto. E invece, eccolo giungere proprio in sella alla sua bici… sorridente e pieno di energia…

Malgrado la neve non hai dunque rinunciato a scendere in bicicletta…

“Perché avrei dovuto? Non vedo nessun problema nello spostarsi in bici anche quando nevica. Le sensazioni, anzi, sono ancora più belle, basta solo fare un po’ di attenzione al fondo stradale e attrezzarsi in modo conveniente. La neve per me non è quindi una questione invalidante. Credo comunque che sia soprattutto una questione “mentale”: accettare che d’inverno fa freddo e ci può essere la neve, fa parte del gioco e non vi vedo nulla di male. Piuttosto avrei difficoltà a spostarmi in auto, magari inserendo il riscaldamento che per me provoca un ambiente non ideale.”

Quali sono per te i vantaggi dello spostamento in bicicletta?

“Sono parecchi. Anzitutto mi permette di vivere più pienamente lo spostamento. Mi piace anche fare fatica, per percepirmi, per sentirmi vivo. Spesso quando pedalo vivo un momento di contemplazione tutto per me. Ho tempo di elaborare i miei pensieri e le esperienze avute durante la giornata. Una situazione molto diversa dallo spostarsi in auto. Quando lo facevo fino a qualche mese fa ero spesso molto nervoso. L’ambiente chiuso dell’abitacolo, il traffico, le colonne non fanno per me.”

Quando ti sei reso conto che la bicicletta poteva essere per te un ideale mezzo di spostamento?

“È successo un po’ per caso. Tre anni fa con una mia amica abbiamo deciso di recarci in Val Bregaglia in bicicletta. Ci abbiamo impiegato due giorni, portandoci i sacchi in spalla e dormendo in tenda. Devo dire che non essendo abituato a pedalare (in effetti non sono mai stato un grande sportivo…) ho impiegato qualche giorno per recuperare lo sforzo. Ma è stata un’esperienza incredibilmente bella. Una vera e propria scoperta. Un nuovo modo di viaggiare e di vivere il paesaggio. Da allora la bicicletta è diventata parte integrante della mia vita e con essa condivido molte ore delle mie giornate.”

Pensi che il tuo esempio sarà presto seguito da altre persone?

“Francamente non lo so. Di certo è una scelta abbastanza “estrema” e quindi non evidente per tutti. Certo, sarebbe molto bello se aumentasse il numero di coloro che si spostano sulle due ruote, perché più gente si muove in bicicletta, più benefici per la comunità ci sarebbero. La gente si mantiene in salute, l’ambiente ne beneficia. Ma da noi è forse e soprattutto una questione di infrastrutture. Dobbiamo mettere a disposizione della gente delle condizioni favorevoli per pedalare. Prendiamo l’esempio della nuova ciclabile di Tesserete. Se prima i ciclisti che si spostavano sulla cantonale erano pochi, oggi grazie alla nuova ciclabile la situazione è cambiata radicalmente e constato che sono davvero sempre più numerosi i ciclisti che la utilizzano…”

Il fatto di percorrere parecchi chilometri in bici prima di raggiungere, ad esempio, la scuola non risulta stancante e quindi controproducente?

“Assolutamente no. Anzi, è vero piuttosto il contrario. Da casa mia, a Vaglio in Capriasca, fino a Mendrisio impiego circa un’ora. Un’ora di assoluto benessere visto che quando inizio la scuola mi sento sveglio, ragiono meglio, concentrato e molto reattivo mentalmente. Devo anche dire che la mia bicicletta attuale, che ho assemblato sulle mie esigenze, è molto comoda, mi permette di pedalare con grande agio anche se non è leggerissima, pesando circa 14 kg. È quindi un’esperienza che andrebbe anzitutto provata, perché in effetti si potrebbe pensare al contrario, ovvero che si inizi la giornata stanchi e quindi non nelle condizioni ideali.”

Con la bicicletta hai anche affrontato dei lunghi viaggi…

“È vero. Sono già stato in Islanda, in Spagna e l’anno scorso, viaggiando attraverso i Balcani, fino a Salonicco, in Grecia. Quest’anno ho già in programma un nuovo viaggio, ancora più impegnativo. Andrò fino in Iran per un percorso di circa 8 mila chilometri che mi impegnerà circa cinque mesi. Partirò a fine agosto con l’obiettivo di rientrare a febbraio. Come sempre mi organizzerò cercando di adattarmi alle situazioni e di spendere il minimo. La bicicletta è tuttavia un mezzo di trasporto che favorisce il contatto con la gente e quindi il mio obiettivo sarà quello di approfittarne, come ho fatto anche nel corso degli altri viaggi, per ricavarne un’esperienza significativa e arricchente, anche dal profilo umano.”

Buone pedalate allora, caro Yuri, ciclo-viaggiatore alla scoperta del mondo!

IL VIAGGIO IN IRAN

“From Switzerland to Iran”, questa la frase-simbolo che accompagnerà Yuri nel suo viaggio in Iran previsto per fine agosto, frase che si trova già ben stampata sul telaio della sua nuova bicicletta. Un viaggio che si potrà seguire, per chi lo vorrà, in “diretta” attraverso la sua pagina Facebook  al seguente indirizzo:

Lento è bello – Cronache semiserie di viaggi in bicicletta

Foto di apertura: Yuri Monaco in occasione del suo ultimo viaggio in Grecia (pagina FB di Y. Monaco)

Qui sopra le due immagini scattate venerdì 2 marzo che ritraggono Yuri con la sua bici (a sinistra) in un contesto ambientale piuttosto freddo e “imbiancato” e con il sottoscritto, in occasione dell’intervista.

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Un mondo a due ruote anche d’autunno? “Millevoci” 2.10.2017

Un mondo a due ruote anche d’autunno?

È questo il titolo che è stato dato alla puntata del 2 ottobre di “Millevoci”, puntata trasmessa da Rete Uno della nostra Radiotelevisione di lingua italiana. “Millevoci” è certamente una delle trasmissioni più seguite, forse la più seguita in assoluto vista la fascia oraria (dalle 11 a mezzogiorno) dell’emittente radiofonica svizzera italiana (seguita anche oltralpe e nel nord Italia) ed è quindi stato un onore, per me, avervi preso parte ed esservi stato invitato.

L’esperienza è stata oltremodo positiva sotto ogni punto di vista. Durante l’ora in diretta ho potuto parlare, credo con discreta disinvoltura grazie anche alla bravura di Nicola Colotti, il conduttore della trasmissione, di temi che mi stanno a cuore, in particolare legati al mondo della bicicletta e alla mobilità dolce.

Oltre a me ha partecipato alla trasmissione un membro del comitato di Provelo Ticino, il meteorologo Matteo Buzzi, che in collegamento telefonico ha proposto delle interessanti e pertinenti osservazioni.

La puntata può essere riascoltata facendo click sul seguente link:

https://www.rsi.ch/rete-uno/programmi/intrattenimento/millevoci/Un-mondo-a-due-ruote-anche-d%E2%80%99autunno-9540517.html

Di seguito ecco le righe di presentazione alla puntata preparate dai responsabili del programma radiofonico.

“Un libro, una bicicletta e un appassionato sportivo. La passione è quella per il territorio della Svizzera italiana descritto attraverso 26 itinerari da percorrere in sella a un mezzo tra i più ecologici. “In bicicletta su e giù per il Ticino” di Nicola Pfund non fa che confermare, con il suo successo in libreria, una tendenza in atto ormai da qualche anno, quella di una regione che potrebbe diventare sempre più (ma a certe condizioni) terra di amanti della pedalata.

Non soltanto sentieri per camminare dunque, ma anche strade e percorsi ciclabili, meglio se fuori dai centri urbani congestionati dal traffico. E non soltanto d’estate. Da dove viene questa voglia di bicicletta che contagia sempre più persone di tutte le età? Quali prospettive apre, anche dal punto di vista turistico oltre che ecologico, ricordando che la bicicletta è un efficiente mezzo di trasporto?

Ospiti:
Nicola Pfund, docente alle Scuole professionali, atleta, scrittore
Matteo Buzzi, meteorologo, membro di comitato di Provelo Ticino”

Link: Un mondo a due ruote anche d’autunno?

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“Mancano piste e buonsenso” l’opinione di Nicola Pfund

Su settimanale “Il Caffè”  di domenica 15 ottobre 2017 è apparso un interessante contributo dedicato alla “mobilità dolce”. In particolare l’attenzione è stata rivolta all’uso della bicicletta e alle sue problematiche che si possono vedere in Ticino.

Da noi la sensibilità verso l’uso della bicicletta, soprattutto nei centri urbani come Lugano, ma non solo, non è molto sviluppata. Ne consegue che il ciclista si trova spesso in situazioni di oggettivo pericolo.

Una problematica che tocca soprattutto i “neociclisti” ovvero coloro che decidono di inforcare una bicicletta magari avendo già una certa età e dopo anni che non veniva utilizzata, in particolare attratti dalla praticità e comodità delle e-bike.

Insomma, sembra che di questi tempi non passa giorno senza che si parli di qualcosa che concerne la bicicletta e il suo utilizzo in Ticino. Penso che in parte sia anche da ascrivere, e lo dico senza falsa modestia, al successo del mio volume In bicicletta su e giù per il Ticino, ancora oggi, quindi ad Autunno inoltrato, tra i più venduti in Ticino ma anche nella vicina Italia.

Nell’articolo del “Caffè” sono stato intervistato anch’io e quindi potete trovate anche alcune mie impressioni sull’uso e le difficoltà che incontrano i ciclisti in particolare nelle zone cittadine. A questo proposito devo fare un plauso alla redattrice per la fedeltà con cui ha riportato le mie affermazioni date per telefono.

Unico aspetto da sottolineare… la foto che mi ritrae fedelmente sì, ma come ero qualche anno fa, sicuramente molto più giovane di come sono oggi… ma in fondo va bene così 🙂

Link al librohttps://nicolapfund.ch/portfolio/in-bicicletta-su-e-giu-per-il-ticino/

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